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Pippo Civati va all'attacco: "I traditori faranno i ministri". Mentre Massimo D'Alema si difende: "Non c'è la mia regia dietro l'affossamento di Prodi". Alla vigilia della delicata direzione del Partito democratico convocata per domani e a poche ore dalla cerimonia di insediamento di Giorgio Napolitano (che Repubblica.it trasmetterà in diretta tv), il leader dei giovani parlamentari Pd spara alzo zero nei confronti dei seniores di Largo del Nazareno. E li accusa senza mezzi termini di essere parte del piano che ha sabotato la candidatura di Romano Prodi.

Pronta la reazione di D'Alema: "Denuncerò i calunniatori - assicura in un'intervista a rilasciata a Piazzapulita in onda stasera su La7- dovrebbero prendersela con chi ha candidato Prodi in modo francamente assurdo, senza una preparazione, senza un'alleanza".

"Si parla molto di 'traditori' ma state attenti: perché i soliti protagonisti della politica italiana che ora chiamate così poi potreste ritrovarvi, tra qualche ora, a chiamarli 'ministri'. Tutti insieme. Appassionatamente", dice Civati. E spiega che i traditori-ministri hanno "un argomento formidabile: dopo che abbiamo ridotto il centrosinistra così, non vorrete mica andare a votare? Affidate le cose a noi, sappiamo come si fa".

Sul suo blog, Civati fa notare "che se avessimo votato Prodi o Rodotà, non saremmo andati a votare, come le vecchie volpi della politica hanno ripetuto (altro che Twitter) a tutti i giovani deputati. No, semplicemente avremmo fatto un governo del presidente. Con un presidente, un governo e una maggioranza molto diversi da quella che vedremo tra qualche ora. Spero sia chiaro a tutti. Anche a quelli che, come me, in questi giorni hanno perduto".

Quanto al possibile governo di larghe intese, il leader dei giovani Pd osserva che "ieri Napolitano ha annunciato che oggi dirà quali sono le condizioni che gli hanno fatto accettare il secondo mandato. Condizioni di cui nessuno ha parlato ufficialmente e che certo il Pd non ha valutato. Anzi - sottolinea Civati - Bersani ha spiegato ripetutamente che non c'erano, quelle condizioni. Personalmente, voglio fidarmi: mi chiedo però perché tutti parlino di Amato, Berlusconi sia in un brodo di giuggiole e i nostri filo-governissimo così scatenati. Curioso, no?".

Civati, che non ha votato la riconferma di Napolitano, viene indicato come uno dei parlamentari che potrebbero lasciare il Pd per approdare ad una nuova formazione più chiaramente di sinistra. Insieme a lui le voci riguardano anche Ignazio Marino e Laura Puppato. "Come immaginavo, oggi sulla stampa sono iniziate le ipotesi di scissioni e correnti. E mi ritrovo tirato per la giacchetta da una parte e dall'altra. Forse non hanno capito che voglio liberare questa città da cinque anni di scandali e parentopoli. Il mio partito è Roma", scrive su Facebook il candidato sindaco di Roma.

Smentisce possibili uscite anche la parlamentare veneta. "In merito a quanto scritto oggi sul Corriere della Sera e su Repubblica, smentisco categoricamente di aver lasciato il Pd per essere approdata a Sel", afferma. "Il Pd - aggiunge - è e resta il mio partito e continuerò al lavorare al suo interno per superare questo difficile momento".

Il caos scoppiato tra i democratici sembra aver riaperto spazi anche per un dirigente che sembrava ormai lontano dal centro del partito come Sergio Chiamparino. "Nessuno mi ha cercato per incarichi istituzionali e io di questo non parlo", smentisce l'ex sindaco di Torino in un'intervista con l'agenzia LaPresse. "Quanto al Pd - aggiunge -  credo che si possa ancora scommettere su questo partito. Ma bisogna liberarlo da qualsiasi illusione 'grillina' e, nello stesso tempo, da qualsiasi subalternità a Berlusconi o a discorsi di sola tutela della situazione economica, vissuta come un 'feticcio'. Se mi è consentita una battuta, per dirla con Vendola, bisogna ridare una 'narrazione' al Pd che, ovviamente, non può essere quella di Vendola e meno che mai quella di Grillo".

A intervenire oggi sugli scenari del "dopo Quirinale" è anche Roberto Saviano. "È La fine della sinistra? Dai relitti infranti si potrà costruire un nuovo veliero? Ma nuovo davvero e in grado di non temere traversate?", si chiede lo scrittore su Ttwitter.




 

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