Di Pietro Mancini
Saggio, tenace, corretto, imparziale. Ma Giorgio Napolitano resta sempre legato ai riti e agli schemi della prima Repubblica. In quell’epoca, si nominavano dei pletorici comitati, quando non sussisteva la volontà politica di affrontare e di risolvere i problemi. Se il “niet” alle dimissioni anticipate del Capo dello Stato è positivo, non si possono tacere le riserve sulla soluzione, escogitata dal vecchio gentiluomo partenopeo.
L’ultima risposta “tecnica” ai grillini e, soprattutto, alla forte esigenza di rinnovamento, emersa dalle urne delle elezioni politiche, appare modesta e non entusiasmerà i “cittadini” del M5S. E non solo loro.
Dal Quirinale, alla vigilia di Pasqua, viene propinato agli italiani, sempre più delusi e lontani dal Palazzo, un cocktali di “gerontocrazia” e di presidenzialismo, che non verrà, c’è da giurarlo, digerito da parte dei tanti rottamatori, in servizio permanente effettivo, nei vecchi partiti e nei nuovi movimenti.
