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Politica
Nomine Dap, Bonafede: "Nessun condizionamento, basta con le offese"

Carceri, Bonafede: "Nessun condizionamento sulla nomina del Dap"

"La nomina a capo Dap nel 2018 è avvenuta secondo la legge, con la più ampia discrezionalità e non c’è stato alcun tipo di condizionamento". Lo ha ribadito il Guardasigilli Alfonso Bonafede, nella sua informativa in Aula alla Camera. "C'è un limite a tutto - continua - e per me, quel confine, in politica e fuori dalla politica, è rappresentato dalla mia onorabilità, nonché dal rispetto degli altri e della memoria di chi è morto per servire il Paese". Quindi, il cuore della sua difesa: "Non vi fu alcuna 'interferenza', diretta o indiretta, nella nomina del capo dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Non sono disposto a tollerare più alcuna allusione: lo devo a me stesso ma lo devo prima di tutto alla carica istituzionale che mi onoro di ricoprire". 

Carceri, Bonafede: "Trasparenza è antidoto contro menzogne"

"La trasparenza e la verità rappresentano sempre i migliori antidoti per dibattiti contaminati dalla menzogna e dalla malafede, dibattiti come quello degli ultimi 8 giorni aventi ad oggetto, per l’appunto, la nomina del capo Dap del 2018". A parlare è il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, in Aula alla Camera per la sua informativa dopo la 'querelle' con il magistrato Nino Di Matteo e le polemiche che ne sono scaturite. 

Carceri, Bonafede: "Scarcerazioni? No condizionamenti da governo"

Le scarcerazioni di esponenti della criminalità organizzata, su cui si è scatenata la polemica delle ultime settimane, "sono state determinate da decisioni prese, in piena autonomia e indipendenza, dai magistrati competenti, nella maggior parte dei casi per motivi di salute, sui quali, ovviamente, non c’è stato alcun condizionamento da parte del ministero o del governo". Lo ha ribadito il Guardasigilli Alfonso Bonafede in Aula alla Camera. 

Per il ministero della Giustizia parlano i fatti, non le chiacchiere. L’impatto dell’emergenza Covid sulle carceri poteva avere esiti drammatici, ma oggi contiamo 130 contagiati in 190 strutture in tutto il territorio nazionale. L’obiettivo di non far esplodere il contagio nelle carceri è riuscito". Lo ha detto Angela Salafia del M5s dopo l’informativa urgente del ministro Bonafede sulla nomina del direttore dell'amministrazione penitenziaria nel 2018. La concessione degli arresti domiciliari ad alcuni detenuti, tra questi anche alcuni mafiosi, ha aggiunto, “non c’entrano le leggi di questo governo” ma sono state disposte “da norme già esistenti da anni”. La deputata ha ricordato infine le leggi anti mafia varate dal governo. "La maggioranza non sta con le mani in mano", ha concluso ribadendo il sostegno al ministro perché "per lei la lotta alle mafie è una priorità come lo è per tutti noi". 

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