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L’Italia attende con ansia le idi di marzo. Il 15 infatti si riunirà per la prima volta il nuovo Parlamento, notevolmente rinnovato rispetto al precedente, grazie alla massiccia invasione dei 108 deputati e dei 54 senatori del Movimento 5 Stelle. Un Parlamento in cui le donne e i giovani saranno ben rappresentati. Ma dal 16 marzo si comincerà a fare sul serio, quando cioè le Camere saranno chiamate ad eleggere i presidenti di Camera e Senato. Per Montecitorio non  è scontata la nomina di un presidente del Partito democratico nonostante abbia la maggioranza schiacciante dei parlamentari. Bersani, infatti, nell’estremo tentativo di convincere Grillo a votargli la fiducia  potrebbe offrire al Movimento 5 Stelle la Camera: e tra i grillini in pole ci sarebbe Marta Grande la più giovane tra i deputati (25 anni).  Ma realisticamente, visti i continui dinieghi di Beppe Grillo,  Dario Franceschini, ex capogruppo del Pd nella passata legislatura, è quello più accreditato. Difficile che ce la possa fare l'ex vice presidente della Camera, Maurizio Lupi, a meno che Pd e Pdl non virino improvvisamente verso il governo del Presidente o addirittura puntino a costituire un governissimo.

Più complicata la situazione a Palazzo Madama dove però dal quarto scrutinio è sufficiente  la maggioranza relativa per eleggere colui che dovrà sostituire Renato Schifani. Qualora il Pd non avesse la presidenza della Camera è scontata la candidatura di  Anna Finocchiaro (già capogruppo del Pd al Senato) che piace trasversalmente, Lega compresa.  Ma se il Pd avesse il presidente a Montecitorio a quel punto potrebbe accontentare Monti  e votare un candidato della sua lista: si fanno i nomi di  Linda Lanzillotta, Pietro Ichino o Renato Balduzzi, sempre che l’attuale ministro della Salute non diventi capogruppo. Non è escluso nemmeno un candidato del Pdl: il nome più gettonato è quello di Gaetano Quagliariello che nella scorsa legislatura ha ricoperto il ruolo di vice capogruppo del Pdl a Palazzo Madama.  

Intanto si delineano i nomi dei capigruppo dei partiti presenti nelle Camere. Per il Pd, se Franceschini dovesse andare alla presidenza di Montecitorio, il capogruppo potrebbe essere uno tra Andrea Orlando e Enrico Letta. Mentre al Senato  in pole c’è sempre Anna Finocchiaro, che verrebbe riconfermata sempre che non diventi lei la seconda carica dello Stato. A quel punto potrebbero entrare in gioco il coordinatore del Pd Maurizio Migliavacca o  l'ex vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda.

Lista Civica per Monti si barcamena tra quattro nomi: due alla Camera e sono quelli dell'ex ministro della Salute Renato Balduzzi e del presidente del Trentino Alto Adige  Lorenzo  Dallai e due al Senato: ovvero l’ex presidente delle Acli Andrea Olivero e Mario Mauro.

Per quanto riguarda il Pdl, al Senato potrebbe essere eletta Anna Maria Bernini o il fedelissimo di Berlusconi Paolo Romani. Ma qualche chances ce l'hanno pure Francesco Nitto Palma e Lucio Malan.

Per la Camera scalpita Renato Brunetta, ma qualora Lupi non sedesse sullo scranno più altro di Montecitorio, sarebbe lui in pole position, tallonato anche dall'ex presidente pugliese Raffaele Fitto e dalle outsider Mariastella Gelmini e Mara Carfagna con Daniele Capezzone, attuale portavoce del partito, sullo sfondo. Scontati i capigruppo del Movimento 5 stelle: Vito Crimi al Senato, Roberta Lombardi alla Camera.

Daniele Riosa (@DanieleRiosa)

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