E’ giusto che, come ha scritto Aldo Grasso, ieri, sul Corriere della sera, la satira non faccia sconti, nemmeno a una giovane e bella ministra, come la renziana Maria Elena Boschi.
E’, tuttavia, legittimo auspicare che la satira, in primis quella del servizio pubblico della Rai, non sia troppo pesante nè sguaiata.
Due giorni fa, festeggiando l’8 marzo, Napolitano ha auspicato lo stop al sessismo contro le esponenti politiche. Ieri sullo stesso concetto ha insistito donna Laura Boldrini.
E non tutte le donne sono arrivate negli uffici dei ministeri o sui banchi del Parlamento allo stesso modo.
Boschi, prima di essere chiamata dall’allora Sindaco, Renzi, a collaborare nelle giunta comunale di Firenze, lavorava, dopo studi lunghi e seri, in un noto studio legale del capoluogo. Non era una velina scosciata nè l’attuale premier la scelse in un “casting”, riservato alle aspiranti soubrettes.
Pertanto, bene la satira. Ma, come ha auspicato Barbara Stefanelli, nel suo editoriale sul Corriere della Sera, l’8 marzo, non scoraggiamo le donne che, per far carriera, puntano sulle loro competenza e sulla loro professionalità. E non, esclusivamente, sulla loro avvenenza.
Pietro Mancini

