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Onida ad Affari: entro Capodanno Berlusconi non sarà più senatore

Di Tommaso Cinquemani
 twitter@Tommaso5mani

valerio onida

“Se anche la Giunta del Senato sollevasse la questione di costituzionalità della legge Severino, si guadagnerebbe solo un breve lasso di tempo, perché poi arriverebbe l’interdizione dai pubblici uffici decisa dalla Corte di Appello di Milano e a quel punto Berlusconi decadrebbe da senatore“. Valerio Onida, ex presidente della Consulta, non ha dubbi e ad Affaritaliani.it spiega: “In ogni caso entro la fine dell’anno la questione sarà chiusa”. E sulla possibilità di commutare la pena: “Mi sembra una ipotesi di difficile realizzazione. Anche perché poi, dopo la decisione sull’entità della interdizione dai pubblici uffici, la commutazione dovrebbe essere accompagnata dalla eliminazione della pena accessoria. Avrebbe perciò quasi gli stessi effetti di una grazia” totale. Ipotesi esclusa da Napolitano.

 

Professore Onida, nel Pdl circola una nuova ipotesi per cercare di ‘salvare’ Berlusconi. E cioè che la Giunta del Senato riconosca l’incandidabilità del Cavaliere, ma dica no alla decadenza. In questo modo, se il governo dovesse durare, Berlusconi potrebbe sedere al Senato per i prossimi cinque anni. E’ una ipotesi percorribile?
“Non mi pare proprio.  La legge Severino da questo punto di vista è chiara: se c’è incandidabilità sopravvenuta, si ha la decadenza dalla carica di senatore.”.

Non possono essere votate separatamente?
“Non direi proprio: si tratterebbe di affermare l’ineleggibilità, e nello stesso tempo di negarne la conseguenza, cioè la decadenza.  La Giunta (o meglio il Senato) potrebbe invece sollevare una questione di costituzionalità della legge Severino, attendendo poi la pronuncia della Corte costituzionale. Però si guadagnerebbe solo un breve lasso di tempo, perché poi arriverebbe l’interdizione dai pubblici uffici. E questa porterebbe inevitabilmente alla decadenza”.

Secondo lei quando potrebbe arrivare la decisione della Corte di Appello di Milano sulla durata della interdizione dai pubblici uffici?
“La Corte deve decidere solo la misura della pena accessoria. Credo che  già a metà ottobre, se non prima, deciderà”.

Però poi ci potrebbe essere un ricorso in Cassazione.
“Forse sarebbe addirittura inammissibile. Non vedo quali potrebbero essere i motivi. E poi comunque credo che entro la fine dell’anno o poco dopo la questione sarebbe comunque chiusa. A quel punto l’interdizione dai pubblici uffici renderebbe Berlusconi ineleggibile e comporterebbe la sua decadenza.”.

Lei crede che se Berlusconi dovesse ammettere la colpa e dimettersi spontaneamente dal Senato, Napolitano potrebbe commutare la pena?
“La commutazione della pena riguarda la sua sostituzione con una pena diversa dalla detenzione, come una pena pecuniaria. Nel caso non vedo con quale logica ciò potrebbe avvenire.”.

Però politicamente potrebbe essere più accettabile dal Pdl.
“Mi sembra una ipotesi di difficile realizzazione. Anche perché poi, dopo la decisione sull’entità della interdizione dai pubblici uffici, la commutazione dovrebbe essere accompagnata dalla eliminazione della pena accessoria. Avrebbe perciò quasi gli stessi effetti di una grazia estesa alla pena accessoria. La nota del presidente  Napolitano ha parlato di un eventuale provvedimento di clemenza che incida sulla pena principale”.