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Politica

Di Tommaso Cinquemani

Grande folla a Roma per il lancio del partito Popolare per l'Europa (Ppe). Molti i big presenti: dal segretario Cesa al ministro Mauro. "Questo incontro è servito per lanciare la costituzione del Ppe italiano", spiega ad Affaritaliani.it Oreste Rossi, eurodeputato e uno dei promotori dell'incontro. "I partiti che si riconoscono nella famiglia dei popolari europei dovrebbero mettersi tutti sotto il cappello di un'unica forza". Questo significa Pdl, Udc, Sc, Fdi e persino la Lega. La scadenza più vicina? "Le Europee, ma guardiamo anche alle prossime Politiche".

 

oreste rossi

Onorevole Rossi, qual è il bilancio dell'incontro?

"Assolutamente positivo. Questo incontro è servito per lanciare la costituzione di un Partito Popolare per l'Europa, insomma, il Ppe Italiano. La sala del convegno era stracolma e questo significa che c'è tanto interesse per questo progetto. L'Europa ha un motto: uniti nelle diversità. Significa che bisogna mettere da parte ciò che ci differenzia e stare uniti. I partiti che si riconoscono nella famiglia dei popolari europei dovrebbero mettersi tutti sotto il cappello di un'unica forza che è quella dei Popolari Europei, lasciando da parte le varie tensioni partitiche e personalistiche".

Si tratta di una coalizione o di un vero partito?
"Alle elezioni europee dovrebbe esserci una lista che sia l'insieme dei partiti che si riconoscono nei popolari europei".

Crede che questo progetto possa andare anche al di là delle elezioni europee e magari aspirare alle prossime elezioni politiche italiane?
"Mi auguro che possa essere replicate anche alle politiche. Anche se in questo caso ci sono più differenze parlando di tematiche nazionali".

Chi è che potrebbe riconoscersi in questo soggetto?
"Abbiamo ottenuto pareri favorevoli sia da Mario Mauro, ministro di Scelta civica, che da Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc. C'era anche Paolo Guzzanti, capo dei liberali italiani. Ha partecipato il vicepresidente europeo del Ppe, Vito Bonsignore, c'era Potito Salatto, Antonio Cancian, il senatore Maurizio Rossi, Gabriele Albertini. Insomma, una bella adesione".

Angelino Alfano, che in un primo momento doveva partecipare all'incontro, oggi ha fatto delle dichiarazioni in cui sottolinea di voler fare un Centrodestra forte con al centro il Pdl. Che cosa ne pensa?
"Credo che il Pdl dovrebbe mettersi sotto il nostro stesso cappello. La questione è che devono entrare come forza politica e Berlusconi non può avere l'egemonia di questo nuovo soggetto, anche se ovviamente il suo peso politico lo metterà in una posizione di rilievo. Se loro vogliono aderire al progetto di fare il Ppe non c'è nessuna preclusione da parte nostra".

Cosa ne pensa delle dimissioni di Mario Monti?
"E' una buona cosa. Monti si è reso conto di essere un peso per Scelta Civica. Lui ha avuto un passato da Presidente del Consiglio 'laico'. Ha sempre detto che non si sarebbe candidato, poi si è fatto tirare per la giacchetta e per questo la gente lo ha bocciato. Mi auguro che ora Sc possa fare un congresso e diventare una componente importante del Ppe, come ha detto Mario Mauro o Albertini".

Quali saranno i prossimi passi verso la costituzione di questo soggetto?
"Adesso dobbiamo organizzarci come struttura associazionistica in tutta Italia. Io sono già il referente per il Piemonte, c'è anche quello per il Lazio e la Campania. Ma dobbiamo coprire tutto il territorio. E poi organizzare eventi dappertutto. Dobbiamo unire i moderati sotto il cappello dei popolari".

Guardate anche a Fratelli d'Italia?
"Ci andrebbe benissimo che si facesse un accordo con Fratelli d'Italia e con la loro Officina, a cui io partecipo con gran piacere. Stimo molto la Meloni e sono amico personale di Crosetto".

Non c'è il rischio che mettendo insieme anime così differenti si crei una armata Brancaleone?
"Questo rischio si evita scrivendo un programma comune su cui tutti bisogna essere d'accordo. Poi su altri temi ognuno può avere la sua posizione, ma non si può prescindere dai principi del Ppe".

Lei è stato per tanti anni membro della Lega Nord. Anche il partito guidato da Maroni può essere della partita?
"Bisogna vedere che cosa succederà. Ma sarei felice che si stesse sotto lo stesso ombrello. Certo se tengono l'attuale linea è improponibile. La Lega ha votato contro i controlli della Bce sui conti degli Stati, che sono quelli ci hanno fatto il danno peggiore. Questo vuol dire chiudersi nel più bieco centralismo. Ora vediamo che cosa proporrà il futuro segretario della Lega Nord  e Tosi, che non è certo un euro-scettico ma un euro-critico".

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