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Politica

Una due giorni di microfoni aperti per invitare i cittadini a boicottare, e dunque a non ascoltare, il tradizionale discorso di fine anno del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. La mossa è quella di Radio Padania Libera, l'emittente leghista, dopo che l'altro giorno il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, ha confermato che "come da 10 anni a questa parte" non ascolterà il messaggio televisivo dell'inquilino del Colle. 'Metti il bollino rosso al discorso di Napolitano', è lo slogan scelto da Radio Padania e rivolto ai propri ascoltatori. "Diamo spazio - afferma il direttore di Radio Padania, Alessandro Morelli - anche a tanti non leghisti che trovano nella nostra radio l'unico megafono per chi non è assuefatto alle larghe intese, che hanno già fatto tanti danni al nord".

Un discorso, però, che quest'anno è particolarmente atteso per più di un motivo. Quando è stato rieletto per la seconda volta, infatti, tra le righe del proprio intervento - pronunciato a Montecitorio - si era letta la possibilità che si potesse trattare di un mandato a termine: "Manterrò il mio secondo mandato - aveva detto - fino a quando la situazione del Paese e delle istituzioni me lo suggerirà e comunque le forze me lo consentiranno". Un sacrificio, vista l'età avanzata, che non doveva essere vano. Il dodicesimo presidente della Repubblica italiana infatti aveva avvisato: "Se mi troverò di nuovo dinanzi a sordità come quelle contro cui ho cozzato nel passato, non esiterò a trarne le conseguenze dinanzi al paese". Ecco allora che oggi queste parole pronunciate ben otto mesi fa, sembrano risuonare in modo sempre più vivace. La riforma della legge elettorale che non c'è, le riforme costituzionali che tardano a venire, il continuo braccio di ferro all'interno del partito della maggioranza, il Pd, e la fuoriuscita di Forza Italia dall'Esecutivo: c'è chi non esclude che proprio nel discorso di fine anno alla nazione il presidente possa annunciare le dimissioni in diretta tv.

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