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Politica


 

Giorgio Napolitano

La mossa di Napolitano di non dimettersi e di prendere in mano la situazione per dare all'Italia un governo del Presidente è un terremoto per la politica. Vediamo chi ha vinto e chi ha perso nelle pagelle di Affaritaliani.it.

Pier Luigi Bersani: voto 0. Il leader del Pd si è intestardito a voler fare il premier senza il Centrodestra e a inseguire il Movimento 5 Stelle mentre Grillo lo insultava un giorno sì e l'altro pure. Non voleva distruggere il partito, che ora chiederà la sua testa, ed è andato a sbattere. Aveva la vittoria in mano a Natale, a Pasqua è morto senza risorgere. Altro che statista.

Nichi Vendola: voto 2. Il numero uno di Sel con il suo modesto tre per cento ha provato fino in fondo l'unica cosa che poteva fare, mandare Bersani in Aula. Ne esce anche lui con le ossa rotte. Ora forse si ritirerà in Puglia, tagliato fuori dal nuovo scenario.

 

draghi

LA TELEFONATA DI DRAGHI A NAPOLITANO/ Un flusso ininterrotto di sollecitazioni a "non mollare". Una su tutte, decisiva, quella di Mario Draghi.

Il presidente della Bce, secondo La Stampa, non avrebbe nascosto a Napolitano i suoi timori. In Europa si sarebbe molto ricamato sull'"Italia nello stallo". Gli investitori italiani ed esteri che ogni settimana finanziano il Tesoro, le banche e le aziende del Paese, non avrebbero capito: la reazione martedì, alla riapertura degli scambi, poteva essere molto pesante. E così Draghi avrebbe preso il telefono per chiedere al Presidente della Repubblica di non dimettersi.

Mario Monti: voto 4  . Il premier non vedeva l'ora di togliere il disturbo. E dopo la figuraccia sui maro' continuerà a stare a Palazzo Chigi per un bel po' di tempo. Doveva essere il salvatore della patria. Ora, bocciato dagli italiani, è il male minore ma necessario. Che tristezza.

Silvio Berlusconi: voto 6. Il Cavaliere non voleva far l'accordo con il Pd prima delle elezioni. Poi ha fatto la capriola e voleva abbracciare Bersani. Forse in cambio di un salvacondotto? Mah. Fatto sta che è apparso il più responsabile e che nei sondaggi è tornato primo. Il vecchio Silvio è sempre un giaguaro difficile da smacchiare.

Roberto Maroni: voto 7. Il segretario della Lega, dopo aver conquistato la Lombardia, con il suo piccolo quattro per cento è tornato al centro della politica. Bossi rosica. Sicuro. Corteggiato dalla sinistra, accarezzato da Berlusconi, ora incassa la nuova linea tutta di governo e per nulla di lotta.

Beppe Grillo: voto 8. Il comico genovese ha tirato dritto per la sua strada, senza sbragare. Ha rifiutato Bersani e ha fatto tacere i mal di pancia nel M5S. Ora si va verso la strada belga da lui indicata. Magari nei sondaggi sta scendendo, ma si è dimostrato scaltro e per nulla in balia dei vecchi politici.

Matteo Renzi: voto 10. Il sindaco di Firenze è il vero vincitore. Ha aspettato in riva al fiume che passasse il cadavere di Bersani. Non si è infilato nella mischia. E ora, con l'ipotesi di elezioni in autunno o nel 2014, è pronto a rottamare tutti passando per il salvatore del Pd. Ganzo.

@AlbertoMaggi74

 

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