Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
Matteo Renzi e Silvio Berlusconi: voto 8. I due leader che si sono incontrati al Nazareno alla fine hanno trovato la quadra. In molti scommettevano sul flop e invece l’accordo è stato trovato. Certo, ognuno ha dovuto rinunciare a qualcosa. Ma il risultato è comunque notevole. Ed è merito del sindaco di Firenze e del Cavaliere. I due si fidano uno dell’altro. Quanto durerà? Forse poco. Vedremo se ci saranno anche le riforme costituzionali o se si voterà in primavera con le Europee, ma intanto il risultato è notevole. Una vittoria.
Matteo Salvini: voto 7,5. Il segretario federale del Carroccio è andato in tv a dire “chissenefrega” della legge elettorale. E ha attaccato Forza Italia. Ma intanto, proprio grazie agli azzurri, ha portato a casa la clausola ‘salva-Lega’. Anche se i padani non dovessero raggiungere il 4,5% andranno in Parlamento. Un risultato notevole e una strategia vincente quella di Salvini. Che ora non potrà dire no all’accordo con Berlusconi. Quando sarà il momento.
Angelino Alfano: voto 7. Il ministro dell’Interno ha alzato la voce e ha minacciato la crisi di governo. E così facendo ha ottenuto per il suo Nuovo Centrodestra il taglio dello sbarramento al 4,5%. Quasi una garanzia. Non solo. Via libera anche alle candidature multiple. Forse non avrà il quid, come diceva Berlusconi, ma Alfano è stato furbo e abile. Bravo.
Nichi Vendola: voto 5. Il Governatore pugliese ha attaccato Renzi al suo congresso in Romagna. Ci ha provato, ma non ha portato a casa molto. Anzi poco. Lo sbarramento al 4,5% mette in difficoltà Sel. Che sarà costretta ad allearsi con il Pd ma non rischierà di non entrare in Parlamento. Non solo. L’accordo sull’Italicum allontana la scissione nel Pd e quindi niente ingresso di Fassina, Cuperlo & co. in Sel. Bottino magro.
Scelta Civica e Casini: voto 3. I centristi volevano lo sbarramento al 3%. Nessuno li ha ascoltati. Alfano ha molta più voce in capitolo. Ora dovranno per forza scegliere se andare con il Centrodestra o con il Centrosinistra. Ma forse né Renzi né Berlusconi li vuole. Una strategia fallimentare, o quasi. L’unica soluzione sembra una federazione con Ncd di Alfano. Ipotesi non esclusa.
La Russa-Crosetto-Meloni: voto 2. Fratelli d’Italia ha fatto la voce grossa. Non ha trattato. Ha detto chissenefrega dello sbarramento. Ha pensato alle sue primarie. Bene, non ha ottenuto niente. Ora come ora è fuori dal Parlamento. L’unica soluzione sarebbe quella di ripresentarsi con il simbolo di Alleanza Nazionale e chiudere un accordo con Storace. Ma è dura. Molto, molto dura.
Beppe Grillo: voto 0. Il leader del Movimento 5 Stelle ha pensato a fare i referendum online per scegliere tra maggioritario e proporzionale. Bellissimo. Ma si è tagliato fuori completamente dai giochi. E adesso si becca una legge che favorisce le coalizioni, di sinistra e di destra, e così il M5S anche se replicherà l’ottimo risultato del febbraio 2013 non avrà chance di ottenere il premio di maggioranza e quindi di governare. La strategia dell’isolamento non premia. Un disastro. Contenti loro…



















