“Mauro Giliberti è stato un giornalista della mia televisione, Telerama, per ben dodici anni. Per sette anni ha condotto delle trasmissioni di approfondimento giornalistico, principalmente politico, poi dal febbraio del 2007 è stato nominato direttore di tutta la linea dell’informazione fino al settembre del 2012”. Paolo Pagliaro, uomo forte di Forza Italia in Puglia (membro dell’Ufficio di Presidenza) e fedelissimo di Silvio Berlusconi, spiega in un’intervista ad Affaritaliani.it come si è giunti alla candidatura unitaria di tutto il Centrodestra per le prossime elezioni comunali di Lecce che si terranno questa primavera. “Nella coalizione – spiega Pagliaro – c’è ovviamente Forza Italia, ci sono i Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto, Fratelli d’Italia-An, NoiConSalvini, Area Popolare, il Movimento Regione Salento e una seria di liste civiche”.

Paolo Pagliaro e Mauro Giliberti
A livelo nazionale i rapporti tra Salvini e Berlusconi sono pessimi. Lecce può essere un laboratorio per ricostruire un Centrodestra che arrivi addirittura fino ad Alfano?
“Quando si parla di Amministrative si tratta di esperienze differenti rispetto al livello nazionale. In questo caso c’è una tradizione diversa, perché Lecce è sempre stata una città di Centrodestra. Anzi, le dico che anche l’Udc sta dialogando per far parte di una coalizione allargata di Centrodestra a Lecce che sostenga Giliberti sindaco. Abbiamo un candidato credibile, competente, una persona per bene. La caratteristica principale di Giliberti è quella di essere un candidato di tutti e di nessuno. E quindi garantisce tutti per la sua qualità, la sua conoscenza della città e la sua capacità di dialogo e di confronto con tutti. E’ però difficile ed eccessivo pensare che Lecce possa essere un laboratorio nazionale, anche se è chiaro che diventa più facile costruire le alleanze quando si va alla ricerca di una persona al di fuori del confine spesso angusto dei partiti”.
Quindi Lecce potrebbe servire da esempio per come individuare il prossimo candidato premier, ovvero una figura al di fuori dei singoli partiti…
“Forse è un po’ azzardato, però è nella linea e nello spirito che ha sempre contraddistinto le scelte di Silvio Berlusconi: allargare i confini del Centrodestra vuol proprio dire spalancare le porte a personalità della società civile che hanno già dimostrato nella vita di saperci fare, per rigenerare la coalizione anche dai cosiddetti mestieranti della politica. Il tutto proponendo un nuovo modello di classe dirigente. Questo vale per le candidature a sindaco, varrà sempre di più per le candidature al prossimo Parlamento nazionale e, perché no, può essere un modello che si può riproporre per l’individuazione del candidato premier. Anche se, ripeto, su scala nazionale diventa tutto più difficile perché i partiti hanno una struttura più grande rispetto alle scelte per le Amministrative”.

Mauro Giliberti
A livello nazionale sarà possibile costruire una coalizione che va da Salvini-Meloni fino ad Alfano-Verdini?
“Sono dinamiche assolutamente differenti. Io sono molto legato ai valori della lealtà, della coerenza e della gratitudine. Chi ha tradito il nostro presidente sicuramente non dovrebbe avere ancora spazio in una coalizione di questo tipo. La mia è una posizione radicale e netta proprio perché i nostri elettori non comprenderebbero, e soprattutto non vorrebbero nemmeno sentir parlare, di alleanze con chi ha tradito Berlusconi”.
E il candidato premier?
“Quanto alla leadership non c’è nessuno che possa sostituire il nostro presidente Berlusconi che vedo ancora in gran forma. Finché egli ne avrà voglia non si può pensare a qualcun altro che non sia lo stesso Berlusconi come guida della coalizione, visto che ha già dimostrato di saperlo e poterlo fare e di essere in grado di trovare la giusta armonia e il corretto equilibrio per tenere unite tutte le forze del Centrodestra”.
Parisi?
“Nutro una profonda stima per Stefano e condividiamo le idee e i valori liberali, popolari e riformisti. Abbiamo organizzato noi il suo appuntamento in Puglia, quindi gode della mia più sincera stima e ammirazione. Sarà il presidente Berlusconi a decidere”.
Ma lei esclude che Salvini possa essere il candidato premier…
“Sta tergiversando un po’ troppo nell’imprimere una svolta nazionale al suo partito. Salvini avrebbe fatto bene a cambiare il nome da Lega Nord a Lega Nazionale eliminando quel punto dello statuto che parla di indipendenza della Padania e di secessione, sostuituendolo con l’autonomia e il federalismo. Insomma, ho chiesto da tempo a Salvini di ampliare il suo sguardo e il suo orizzonte a tutti i territori nazionali nella stessa maniera, parlando di fedaralismo e autonomismo togliendo dalla Lega le parole secessione e Nord”.
Quindi per questi motivi non può essere Salvini il candidato premier…
“Esatto, qui gli elettori del Sud non lo capirebbero. Può anche avere delle idee condivisibili da Bolzano a Messina o a Lecce, ma fino a quando non farà dei passaggi radicali e decisi, senza tentennamenti, sicuramente non può ambire a una leadership di carattere nazionale”.
Vista anche l’alleanza per le Comunali di Lecce, Fitto tornerà in Forza Italia?
“Tenderei ad escluderlo, anche se tutto può succedere. Ma dalle dichiarazioni che fanno sia Fitto sia Berlusconi mi sembra molto difficile. Come escluderei anche un ritorno in Forza Italia di Alfano e Verdini”.
E una coalizione insieme a Fitto?
“Ovviamente dipende dalla legge elettorale, ma sicuramente inserirei in un’alleanza di Centrodestra Fitto, dato che è rimasto all’opposizione sia del governo Renzi sia del governo Gentiloni. Sul tema delle alleanze c’è da fare un distinguo. Verdini e Alfano hanno fatto una scelta opportunistica alleandosi con il Centrosinistra per sostenere Renzi e Gentiloni solo per avere poltrone, e tutto ciò è lontanissimo dai nostri ideali e dalla coerenza e gratitudine verso Berlusconi. Fitto, invece, è il leader del suo movimento ed è giusto che prosegua con questa sua iniziativa che porta avanti con grande intensità e coraggio. In un’alleanza di Centrodestra vedo bene chi come lui ha mantenuto fede ai valori di opposizione alla sinistra e ai governo Renzi e Gentiloni. Quindi i Conservatori e Riformisti potrebbero partecipare alla nuova fase in un’alleanza di Centrodestra”.

