L’ordine di Palazzo Chigi è chiaro: smentire categoricamente ogni ipotesi di manovra correttiva. Esattamente come ha fatto ad Affaritaliani.it il vice-ministro dell’Economia Enrico Morando, che ha parlato solo di “aggiustamenti amministrativi“.
Ma la mancata crescita, o comunque il Pil sotto le attese anche nel 2016, insieme alla rigidità dell’Unione europea (Germania in testa) a concedere una maggiore flessibilità sui conti pubblici stanno facendo riflettere seriamente l’esecutivo sulla necessità entro fine anno di una correzione. Il 5 giugno però si vota per le Amministrative e visto che i sondaggi non sono buoni per il Pd, il presidente del Consiglio – secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it – avrebbe chiesto con forza a tutti i membri del governo – ministero dell’Economia in testa – di rassicurare i cittadini ed escludere quindi una manovra aggiuntiva in autunno. Dietro le quinte, però, Palazzo Chigi e Via XX Settembre stanno già studiando possibili contromosse per riequilibrare i conti.
Due i punti chiave: nessun intervento sulla flessibilità in uscita per quanto riguarda le pensioni, nonostante le richieste del presidente dell’Inps Boeri e la promessa di esaminare il dossier, e una stretta su deduzioni e detrazioni fiscali per i lavoratori. Si tratta di due “bombe” politiche che riguardano milioni di persone ed ecco perché prima dall’apertura delle urne per le Comunali il premier Renzi non vuole nemmeno ipotizzare questi interventi preoccupato per un’ulteriore perdita di consensi.


