Palazzi & potere
M5S, Virginia Raggi e il videomessaggio su Facebook: un appello debole

Videomessaggio su Facebook di Virginia Raggi. Ma è un flop comunicativo. Sbaglia i temi e non ha più appeal. L'analisi
Vorrei qui occuparmi solo dell’aspetto comunicativo di Virginia Raggi, con un po’ di focus sul suo video pubblicato ieri dal blog di Grillo.
Fu Silvio Berlusconi il primo a ricorrere al messaggio diretto ai cittadini-elettori teletrasmesso dalle sue reti al momento della sua “discesa in campo”. Si trattò di un evento che indicò clamorosamente la strada della democrazia diretta, disintermediata, del rapporto diretto e personale tra leader e cittadini. Mutatis mutandis è il posizionamento di Grillo e del M5S.
Ancora da Berlusconi, ma in parte anche dall’antico Partito Comunista Italiano, i 5S hanno mutuato il mito della loro “diversità”, che poi per loro si traduce nell’onestà e nella trasparenza, e (questo solo da Berlusconi e non dal PCI) l’avversione-irrisione verso il personale politico di professione.
I problemi comunicativi (derivanti come quasi sempre da problemi politici) della sindaca di Roma sono, a mio modo di vedere e in estrema sintesi, i seguenti:
Insistenza sulla diversità proprio nel momento in cui, per incapacità o per mefitico complotto, questa diversità si è rapidamente frantumata. Ne derivano incertezze anche linguistiche, mediocre cabotaggio sui temi degli avvisi o meno di garanzia, il confuso doppiopesismo in cui tutti (tutti!) si incagliano in una lotta politica basata ormai solo sulle vicende giudiziarie. A ciò si aggiunge che la carica di innovazione terzaforzista alla base del suo successo elettorale sta sbiadendo mentre cresce la sensazione che la vecchia destra romana sia un vero “potere forte” nel governo pentastellato di Roma.
Scarso carisma personale: l’effetto giovane, caruccetta e fresca è rapidamente svanito e la sindaca non riesce ancora a far capire fino a che punto parli di testa sua. Né si capisce bene perché un sindaco deve parlare al popolo sul blog di un’altra persona, quantunque padre-padrone (ancora?) fondatore.
Debolezza delle argomentazioni del suo monologo-appello al popolo: proseguiremo, non ci fermeremo (ovvero non ci fermeranno), il cambiamento etc.
Scomparsa dalla sua comunicazione dei temi dell’amministrazione e del governo della città.. La Raggi si è fatta completamente fagocitare da questioni di nomine e di indagini giudiziarie su cui era evidente che sarebbe stata attaccata visto che si tratta in sostanza del quasi unico terreno politico su cui si è mosso finora il M5S.
Sconsiglierei quindi alla sindaca di continuare a ricorrere al monologo-appello al popolo general-generico da democrazia diretta. Non mi pare proprio sia il suo terreno. Percorra strade più tradizionali, come domande e risposte con la stampa, e si concentri con i suoi consulenti di comunicazione sul recupero di uno stile più asseverativo e convincente, cercando di virare il più possibile su cosa intende fare e cosa intende far fare a chiunque alla fine riuscirà a nominare nelle posizioni chiave della sua squadra.
Comunicus
*Presidente di grandi agenzie di comunicazione. Docente di marketing
