Unioni civili, immigrazione clandestina, ius soli, terzo settore ma anche giustizia e prescrizione. In Parlamento si perdono settimane sulle nomine per la Consulta. E le riforme promesse dal governo? Tutto rinviato al 2016. Già, perché la politica italiana è avvolta in un immobilismo totale. E così si perdono settimane intere sulle nomine dei membri laici della Consulta, avessi detto la votazione sulla decisione di dichiarare guerra alla Russia, mentre tutto ciò che si potrebbe, e si dovrebbe fare, finisce dritto dritto nel dimenticatoio.
Renzi aveva promesso una serie di leggi e riforme da completare entro l’anno: unioni civili, terzo settore e prescrizione su tutte. Ma ormai è sicuro che niente di tutto ciò si avvererà prima di Natale, e dunque tutto rimandato al 2016. Sempre che con l’anno nuovo spunti la volontà di mettere davvero mano ai vari dossier aperti. Uno dei temi più caldi è sempre, appunto, quello delle unioni civili ma visto che al momento tutta l’attenzione dell’opinione pubblica si è spostata sui temi della sicurezza e delle misure economiche l’argomento è stato messo da parte.
Stesso discorso per quanto riguarda il “terzo settore” e la prescrizione. Manco a parlare della tanto paventata e mai realizzata riforma della giustizia, ormai una vera e propria chimera. Le leggi sullo ius soli, sull’abolizione del reato di tortura e sull’abolizione del reato di immigrazione clandestina sono state al momento accantonate per un discorso di opportunità politica. In un momento nel quale gli italiani, e non solo, temono che si annidi un terrorista dietro ogni angolo non sono discorsi da fare. Anche se l’abolizione del reato di immigrazione clandestina aiuterebbe molto i magistrati che potrebbero ascoltare i migranti in qualità di testimoni e quindi scoprire qualcosa in più su chi organizza i traffici di esseri umani che garantiscono proventi agli stessi terroristi. Ma non importa, non suonerebbe comunque bene. E allora stiamo così, tutti fermi in attesa dell’anno che verrà. Fino al prossimo spot.

