Il nodo politico del momento, forse il più importante, è che cosa farà Silvio Berlusconi. Ricucire con la Lega e Fratelli d’Italia o spingersi al centro verso Alfano, Verdini, Fini e Casini? Fonti qualificate di Forza Italia spiegano ad Affaritaliani.it che al momento l’ipotesi principale è lo “schema Roma“. Ovvero una convergenza dei moderati divisi dalla destra lepenista di Salvini e Meloni.
Ovviamente i risultati delle Amministrative del 5 giugno saranno decisivi per i futuri equilibri politica, non solo nel Centrodestra. Ma se le liste degli azzurri dovessero sostanzialmente tenere, o quantomeno perdere voti senza un tracollo totale, a quel punto l’ex Cavaliere quasi certamente mollerà definitivamente il Carroccio e Fdi per avvicinarsi ad alfaniani e verdiniani e quindi a Matteo Renzi. Non solo.
Uno scenario del quale si discute fortemente in questi giorni in Parlamento è che Berlusconi sigli una sorta di patto segreto con il premier, attraverso la mediazione di Verdini, leader di Ala, che porti Forza Italia a non fare campagna elettorale in modo netto e pesante contro il referendum costituzionale di ottobre. In un certo senso l’ex Cav ha già fatto un primo favore a Roma sostenendo Marchini e non la Meloni, rafforzando quindi il dem Giachetti, ma l’intesa potrebbe proseguire con una posizione ‘soft’ di Berlusconi sul ddl Boschi, che almeno all’inizio aveva ottenuto in Parlamento anche i voti di Forza Italia (il famoso Patto del Nazareno), ricambiata poi dal presidente del Consiglio con una sorta di patto tra il Pd (o Partito della Nazione) e i centristi moderati tra i quali, a quel punto, oltre ad Alfano, Casini, Verdini e Fini, ci sarebbe anche Berlusconi e quella fetta di Forza Italia che nel frattempo non avesse già deciso di abbandonare Silvio per restare con Salvini e la Meloni.
La non belligeranza di Berlusconi sul referendum istituzionale, sfida decisiva per il futuro politico di Renzi (se perde ha già detto più volte che si ritira), verrebbe ‘ricambiata’ anche con un atteggiamento ‘morbido’ – almeno così lo definiscono fonti azzurre – dell’esecutivo su temi delicati come la Giustizia e i diritti tv del calcio che interessano direttamente Berlusconi e le aziende della sua famiglia. Insomma, piano piano e tassello dopo tassello il Patto del Nazareno sta risorgendo.

