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Politica
Pd: Bindi, Prodi e Veltroni per il Quirinale. Partita la sfida fra le correnti
Enrico Letta  (fonte Lapresse )

D’altronde, le correnti si mettono in moto “proprio quando si tratta di far rivivere giustamente un pensiero politico”, continua la fonte. E Marcucci, da questo punto di vista, “è sempre stato una persona libera anche dal punto di vista politico”. Ma in tale quadro si può tranquillamente collocare pure il lavorio di Bettini. "Rispetto all’operazione neoulivista di Letta, che intorno all’idea prodiana, veltroniana e andreattiana può trovare d’accordo Franceschini, Guerini e Delrio, Bettini negli ultimi anni ne ha sposata una del tutto opposta. L’idea di tirare su un partito di sinistra, lasciando la parte più moderata ai Calenda, Renzi e Conte (complice pure l’orientamento verso una legge proporzionale), è vero che adesso è più sfumata, dopo che l’ex premier ha deciso di mettersi alla guida del M5s, ma lo accredita comunque come un 'antagonista' sul piano delle battaglie politiche”.  D’altra parte, Nicola Zingaretti non aveva una sua corrente, “ci sta - dicono al nostro giornale – perciò che Goffredo, che ne è stato l’ispiratore, voglia costituirne una. Anche per evitare di disperdere tutto quel patrimonio di idee di uomini e donne che altrimenti verrebbero tagliati fuori da ogni decisione”. In effetti, a ben guardare, a parte Orlando, a parte gli orfiniani e a parte la sinistra interna rappresentata da Gianni Cuperlo, nella geografia attuale del Nazareno, l'attuale segretario è espressione del pensiero cattolico democratico. Come del resto lo sono Guerini, Lotti e Dario Franceschini.

Tuttavia, le correnti, spiega ancora la fonte Pd, “si mettono in moto anche quando si tratta di far pesare i voti. L’ultima occasione parlamentare è stata, appunto, quella dei capigruppo.  Ma ce ne saranno delle altre. Sia a stretto giro, a cominciare dalle amministrative, e sia in prospettiva, con l’elezione del presidente della Repubblica”. Il primo banco di prova sarà proprio il Campidoglio. E qui, sia se si optasse per l’ex ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e sia se si optasse per Zingaretti (che al momento continua a dirsi indisponibile), sarebbe Bettini, da sempre demiurgo delle vicende romane, ad accreditarsi quale regista dell’operazione. Ancora è presto per capire la direzione che imboccherà il Pd a Roma, non si sa neppure se saranno celebrate o meno le primarie. Tant'è che non è da escludere al momento neppure che possa farsi avanti Marianna Madia, uscita sconfitta dalla competizione con Debora Serracchiani per la guida dei deputati dem.

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