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"In un congresso in cui c'è un candidato che rappresenta l'80% e 5, 6 o 7 candidati che faticano tutti insieme a dividersi il 20% , io prendo atto che c'e' un solo candidato". Lo ha detto a Radio Radicale l'esponente del Pd Beppe Fioroni

. "Il fatto che Renzi abbia deciso definitivamente di candidarsi ad una cosa e correre per quella e' un dato significativo e importante - spiega Fioroni - Penso sia altrettanto significativo che il fatto che Berlusconi stia uscendo definitivamente dalla scena politica della seconda Repubblica ci consentirà di affrontare un congresso senza il collante dell'antiberlusconismo per stare insieme". In questo modo, spiega Fioroni, "affronteremo un congresso di fondazione vera nel quale diremo le cose per cui stiamo insieme, i valori e i progetti che sono in grado di dare identita' e appartenenza certe al nostro popolo. Mi auguro che questo significhi cio' che ha detto Matteo quando ieri ha affermato che bisogna discutere di cosa serve all'Italia e dei progetti per il Pd. Spero che questo significhi che per la prima volta facciamo un congresso che dia vita alla costituente delle idee, dove vinciamo la scommessa di dare alla nostra gente la possibilita' di ritornare a credere in qualcosa, in valori, in idee, e subito dopo di scegliere qualcuno. Se invece qualcuno pensa che questo congresso serva semplicemente a mettere Renzi al posto di Bersani alla guida della coalizione Italia bene comune per continuare sulla stessa strada credo che i nostri elettori rimarrebbero delusi perche' non sarebbe quella la strada da seguire".

"Conosco Matteo da quando era segretario della Margherita e presidente della provincia, lo ritenevo un giovane di grande valore gia' allora, e i fatti mi hanno dato ragione", conclude Fioroni, "Per dire per chi voto, parlo del mio voto personale, vorrei avere un confronto sulle idee che questo partito deve avere e non soltanto per avere un'identita' e una appartenenza che non sia quella di essere renziani, cuperliani o civatiani. Vorrei un partito che generi una identita' e appartenenza a prescindere dai leader che di volta in volta scegliamo. Una cosa e' certa: in un congresso in cui c'e' un candidato che rappresenta l'80% e 5, 6 o 7 candidati che faticano tutti insieme a dividersi il 20% , io prendo atto che c'e' un solo candidato". ù

Con la discesa formale in campo di Matteo Renzi prendono forma i nuov schieramenti interni al Pd. Novita' della giornata: Dario Franceschini ha annunciato il sostegno di Areadem al sindaco di Firenze. "Se Renzi lavorera' per innovare, ma anche per unire e non per dividere, io sono pronto a votarlo", ha detto il ministro. Franceschini ha pero' chiarito che anche per Enrico Letta dovra' esserci un ruolo di primo piano. "Bisogna utilizzare tutti i talenti", ha chiarito. Da Bled, dove si trova per un vertice internazionale, Enrico Letta ostenta distacco:"Non entrero' nel dibattito congressuale interno del Pd, il mio impegno oggi e' governare e guidare il governo, sono concentrato al 100 per 100 su questo compito". Intanto il primo banco di prova della rinata unita' interna sara' quello del caso Berlusconi. Si da' per scontato che, dal 9 settembre in poi, il Pdl mettera' in campo tutti gli strumenti a sua disposizione per ritardare quanto piu' possibile il momento della decisione formale, comprese le dimissioni del relatore Augello.

"Ma non consentiremo che si faccia melina oltre il dovuto", hanno assicurato fonti vicine al segretario Gugliemo Epifani. Per questo si e' fatta gia' una stima dei tempi: a fine settembre o primi di ottobre al piu' si votera' in giunta. Poi si dovra' esprimere l'Aula. Dunque di la' dalle posizioni personali di qualche dirigente, il partito e' compatto. "Solo chi non va alle feste del Pd puo' pensare che noi possiamo anche solo pensare di attendere la corte di Milano. L'unica cosa che ci dice la gente e' 'se lo salvate vi molliamo'", hanno riferito sempre dal Nazareno. Quindi ora si lavora sul congresso. Epifani, hanno assicurato i suoi, e' intenzionato a farlo entro l'anno anche se non spetta a lui bensi' all'assemblea fissare la data. Restano due incognite: il superamentodell'automatismo di segretario-candidato premier del Pd, cui Renzi si oppone pur avendo avuto a suo tempo la deroga per correre alle primarie, e i tempi. Il sindaco di Firenze ha chiesto piu' volte anche negli ultimi giorni che il congresso si faccia entro novembre, ma e' opinione diffusa che difficilmente ci si riuscira'. Dopo l'assemblea della fine di settembre dovra' essere scritto il documento del partito che andra' ai circoli e che dovra' essere approvato dalla direzione nazionale. Solo per questo serviranno un paio di settimane. Nella piu' ottimistica delle previsioni, ha spiegato un membro della commissione, i congressi di circolo e provinciale portranno iniziare la terza settimana di ottobre, poi serviranno altre due-tre settimane per quelli regionali. Solo alla fine tocchera' alle primarie per il segretario, con data del primo e dell'eventuale secondo turno dopo 15 giorni. C'e' dunque chi scommette che come minimo il congresso sara' ai primi di dicembre e chi continua a temere che si arrivera' a gennaio.

"Non c'e' alcun motivo di continuare ad alimentare queste voci", hanno assicurato al Nazareno, "si chiudera' entro il 2013 se il governo andra' avanti". Ed e' proprio per la salute dell'esecutivo che secondo qualcuno un rinvio sembra inopportuno: se si vuole che Letta tenga, e' l'idea, conviene sgomberare il campo il piu' presto possibile. Anche perche' non dovrebbero arrivare grande novita' su possibili avversari di Renzi. Con il sostegno ormai della maggioranza del partito, anche i bersaniani avrebbero rinunciato a presentare un proprio nome forte ed e' partito il tam-tam dell'area piu' a sinistra del Pd per far convergere i voti su Gianni Cuperlo. Quanto a Pier Luigi Bersani, parlera' sia stasera a Piacenza sia domani a Genova. L'ex segretario ha gia' pero' piu' volte incalzato Renzi a chiarire la linea politica. E questo resta il suo pensiero. Prima di votare e sostenere un candidato alla segreteria del Pd bisognerebbe sapere che partito ha in testa, ha ribadito Bersani anche in queste ore. Intanto si alzano le prime voci poco convinte sulla scelta di Renzi. "La posizione di Dario Franceschini su Renzi segretario e' legittima. Pero' Renzi mi deve ancora convincere che non voglia fare il segretario del partito solo per fare il candidato premier", sottolinea Anna Finocchiaro. Al limite del caustico Gianni Pittella, candidato a sua volta alla segreteria: "Tutti salgono sul suo carro. Fossi in Renzi inizierei a preoccuparmi".

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