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Pd, “primarie a fine aprile-inizio maggio. Franceschini sosterrà Renzi”

Intervista di Affaritaliani.it al senatore del Pd Franco Mirabelli, vicinissimo al ministro Dario Franceschini

Voto, congresso, alleanze, scissione… Franco Mirabelli, senatore molto vicino al ministro Dario Franceschini, analizza con un’intervista ad Affaritaliani.it la situazione all’interno del Partito Democratico dopo la Direzione Nazionale

Dopo la Direzione Nazionale del Pd, l’ipotesi delle elezioni politiche a giugno è tramontata?
“Dopo la Direzione di ieri è chiaro che non abbiamo costruito la road map sulla data delle elezioni perché, come ha detto il segretario, non spetta a noi decidere quando si va alle elezioni. E’ evidente che la convocazione del congresso richiederà dei tempi che, a occhio, rendono più complicato andare a votare a giugno. Questo però non osta al fatto che sulla legge elettorale si possa e si debba marciare rapidamente per arrivare a un punto di caduta”.

Sulla legge elettorale ritiene che si possano introdurre le coalizioni o pensa che debba restare solo il partito o la lista?
“Nella condizione data e vedendo i rapporti di forza in Parlamento, essendo difficile per uno dei tre grandi partiti raggiungere il 40%, mi pare che l’unico modo per garantire che ci sia un elemento di maggioritario, e che quindi non si scivoli verso il proporzionale che farebbe male al Paese, sia estendere il premio che oggi è di lista alla coalizione. Non è la soluzione migliore ma è una soluzione possibile, nel senso che almeno gli elettori saprebbero prima qual è la coalizione che andrebbe a governare anziché trovarsi poi, come accadrebbe con il sistema proporzionale, ad assistere alle manovre di Palazzo che portano a una o all’altra maggioranza”.

In quest’ottica il Pd dovrebbe allearsi con una ‘Cosa Rossa’ di Pisapia o con i centristi di Alfano e Verdini?
“Se si va verso la logica delle coalizioni penso che il Pd debba avere sia un’interlocuzione a sinistra con Pisapia sia una con la parte del centro del sistema politico”.

Insomma, il modello Milano…
“Esattamente”.

Ma la scissione nel Pd non è scongiurata con la Direzione…
“No, purtroppo no. Il fatto stesso che se ne parli credo che sia un pessimo segnale. Spero che alla fine, avviando il congresso e garantendo una discussione seria e nei tempi giusti, si possa cominciare a discutere portando ognuno il proprio contributo dentro una discussione comune e che questa possa allontanare un’ipotesi di divisione. In più, penso che si debba guardare anche a quello che ci chiede il territorio e il nostro partito che da sempre domanda unità”.

E i tempi? Nel weekend assemblea del Pd con dimissioni di Renzi da segretario.
“Sabato l’assemblea”.

E Renzi si dimette ufficialmente…
“Non lo so, in questo momento abbiamo deciso che avviamo le procedure congressuali”.

A occhio quando si terranno le primarie? Dopo Pasqua a fine aprile?
“Abbiamo detto che i tempi e le modalità saranno quelli del congresso del 2013 e quindi penso fine aprile primi di maggio”.

Pare però che Dario Franceschini e Andrea Orlando abbiano in parte mollato Renzi, o no? E quando ci saranno le primarie sosteranno la sua candidatura a segretario del Pd?
“Sì, credo proprio di sì. Ma il punto non è allinearsi o meno. Il problema è provare a dare un contributo, anche da posizione diverse, perché si ritrovi un percorso unitario dentro il Partito Democratico e si rafforzino la proposta politica, il progetto politico e la leadership di Renzi”.

E’ vero che Franceschini è in mezzo tra Renzi e Bersani?
“No, non è vero. Ho detto un’altra cosa”.

Così qualcuno ha scritto e detto…
“Credo che il contributo di Dario e nostro voglia essere quello di poter rafforzare l’unità del Pd, rafforzare il partito, rafforzare un progetto politico e rafforzare la premiership di Matteo Renzi”.

E’ possibile vota a ottobre o se non ci sono le elezioni a giugno si va al 2018? Esiste la finestra dell’autunno per le urne?
“E’ possibile tutto”.