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Politica
Quirinale/ Il Pd ragiona su Amato-Fassino-Mattarella

Matteo Renzi sta stringendo il cerchio, cercando di capire quale nome per il Quirinale possa compattare tutte le anime del Pd. Perche', e lo affermano molti componenti delle delegazioni che sono state ricevute a Largo del Nazareno, l'obiettivo del segretario e' tenere unito il partito. "Ci vuole provare sul serio", dice un segretario. Nessuna divisione, altrimenti e' figuraccia. E cosi' sono partiti i primi veri 'sondaggi', si monitorano i numeri alla Camera e al Senato, per verificare l'impatto dei candidati sui grandi elettori. Dallo stesso premier, per esempio, riferiscono fonti parlamentari della maggioranza dem, sarebbe partita la richiesta ai suoi di un sondaggio su tre nomi: Amato, Fassino e Mattarella. Quanti potrebbero essere i franchi tiratori? Qualcuno in piu' forse per il 'dr Sottile', qualcuno in meno sugli altri due. "Forse - ragiona una fonte parlamentare - potrebbero essere piu' di sessanta a non votare Amato, molti di meno per Fassino e Mattarella ma Renzi non ha fatto alcuna scelta precisa". Il centrodestra e' comunque fermo sul nome di Amato, un 'pressing' riscontrato ieri anche dall'ex sindaco di Firenze ma che non e' detto comunque che vada in porto. L'obiettivo e' in ogni caso arrivare ad una fumata bianca sabato mattina. E' chiaro che il presidente del Consiglio tirera' le somme dopo aver visto tutti i gruppi parlamentari (gli unici ad essersi sfilati sono i Cinque stelle) e domani fara' un bilancio con deputati e senatori. Solo dopo dovrebbe incontrare Silvio Berlusconi che questa sera non fara' parte della delegazione azzurra. Ma il messaggio che arriva dal premier ai democratici e' che appunto c'e' prima il Pd, poi il 'patto del Nazareno'. Al momento e' confermata la 'strategia' della scheda bianca alle prime tre votazioni. Con un'indicazione arrivata ai parlamentari: quella di non soffermarsi nell'urna. Solo cosi' sara' evidente se qualcuno nel segreto possa 'depositare' il nome di Romano Prodi. Ma l'operazione scheda bianca viene considerata rischiosa anche da qualche renziano, visto che la minoranza dem potrebbe sfruttare l'occasione per agganciarsi ai pentastellati e a Sel e lanciare il nome di Prodi. "L'asticella e' arrivare almeno a 200 voti, altrimenti non si rischia di bruciare un nome cosi' importante, dobbiamo capire i grillini cosa vogliono fare", dice un bersaniano. "Ad ora si tratta di votare scheda bianca alle prime tre votazioni in attesa di sapere quale sara' il nome proposto da Renzi. Domani mattina ci confronteremo con il premier. Vediamo cosa ci dice al termine delle consultazioni", spiega Stefano Fassina. "Il punto fondamentale e' capire se Renzi fara' la sua proposta govedi' mattina oppure no. Preche' un conto e' arrivare a un nome con la condizione di non votarlo subito per non bruciarlo e, quindi, votare scheda bianca alle prime tre. Altra cosa e' arrivare alla quarta votazione trovandoci di fronte un nome su cui, a quel punto, ci sarebbe solo da prendere o lasciare", osserva Alfredo D'Attorre. L'obiettivo della minoranza dem e' quella di evitare di arrivare all'ultimo momento, per non ritrovarsi a quello che verrebbe considerato come un "aut aut" del premier. Lo stesso Silvio Berlusconi chiede che ci sia una condivisione tra i contraenti del patto del Nazareno, prima di lanciare il nome secco. Ma per ora il presidente del Consiglio non scopre le carte.

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