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berlusconi condanna cassazione (7)

Vertice al Colle dopo l'annuncio delle dimissioni collettive da parte dei parlamentari del Pdl. Dopo una serie di incontri preliminari, tra gli altri con Angelino Alfano, Dario Franceschini, Guglielmo Epifani e Gianni Letta, il premier è salito al Quirinale alle 18 per il vertice con Napolitano, che si è concluso dopo un'ora di colloquio. Sul tavolo c'erano le modalità del «chiarimento parlamentare» sulle sorti del governo che il premier aveva annunciato dagli Usa. Il presidente del Consiglio si è poi recato a Palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri previsto per le 19,30. Dario Franceschini ha incontrato quelli del Partito Democratico

CICCHITTO - "Allo stato questa ipotesi non esiste". Cosi' Fabrizio Cicchitto, che ha partecipato nel pomeriggio a una riunione a palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi, risponde alla domanda dei giornalisti che chiedono se i ministri del Pdl si dimetteranno.

 

Serve un chiarimento, deve essere fatto il prima possibile, e deve essere fatto, senza se e senza ma, in Parlamento. Enrico Letta oggi ha avuto colloqui con i leader dei tre partiti di maggioranza, Angelino Alfano e Guglielmo Epifani che sono stati ricevuti a palazzo Chigi, e Mario Monti, con cui ha avuto un colloquio telefonico. Ai tre leader di maggioranza, Letta ha trasferito, in vista del colloquio al Quirinale, la sua "determinazione" a procedere a un chiarimento, del quale ovviamente parlera' con il Capo dello Stato. Tale chiarimento per quanto lo riguarda dovra' essere senza senza se e senza ma in Parlamento e dovra' tenersi in tempi il piu' rapidi possibili.

LA CRONACA / Almeno due cedimenti alla commozione, che indicano non solo la vicinanza ad un amico perduto ma anche la consapevolezza di un momento difficile. Giorgio Napolitano non trattiene le lacrime ricordando la figura di Luigi Spaventa, ma il suo discorso alla Bocconi di Milano riserva toni mesti soprattutto per il presente.

Quando Spaventa si mise al servizio del Paese, da deputato, "le distanze e gli scontri sul piano delle idee tra maggioranza e opposizione non producevano come oggi smarrimento di ogni nozione di confronto civile e di ogni costume di rispetto istituzionale e personale", ricorda. I suoi due mandati parlamentari ebbero vita breve per quello che gia' all'epoca era un malvezzo della politica italiana, vale a dire lo scioglimento anticipato delle Camere. Nelle parole del Presidente della Repubblica: "una prassi tutta italiana". Espressione dietro la quale si intravede tutto un modo, radicalmente diverso, di guardare alla gestione della cosa pubblica.

Oggi pomeriggio rientra a Roma, da New York, Enrico Letta. Presidente e premier si vedranno nel pomeriggio, tra le 15 e le 17, per mettere a punto la strategia delle prossime giornate. Niente ancora di deciso, ma l'orientamento resta quello di parlamentarizzare questo passaggio politico, chiedendo che le Camere si pronuncino all'inizio della prossima settimana. Intanto, pero', Sandro Bondi, coordinatore del Pdl, in una nota afferma: "Se ancora sopravvivesse un residuo di serieta' in questo sventurato Paese si prenderebbe atto senza perdere nemmeno un secondo della crisi di un governo e di una maggioranza che non esistono piu' da tempo. E questo Napolitano lo sa bene". I falchi del Pdl, al momento, sembrano avere ancora una posizione di vantaggio all'interno del loro partito. Anche se qualche crepa pare aprirsi, se e' vero che Carlo Giovanardi, in una nota, fa sapere di non avere firmato le dimissioni da senatore, pur ritenendo giusta la linea politica del Pdl.

"Il governo ha una via obbligata: dopo aver riferito a Napolitano, aprire in Parlamento un chiarimento risolutivo", avverte Guglielmo Epifani, promettendo sostegno al premier. Non pare che la momento si prospetti la possibilita' di un compromesso.

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