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Politica

 

Carlo Giovanardi

"Non entrerò in Forza Italia e come me tantissimi rimarranno nel Pdl. Chi vuole aderire a Forza Italia sa di andare in un partito che non vuole la democrazia interna, i tesseramenti e i congressi". Carlo Giovanardi, colomba del Pdl, con un'intervista ad Affaritaliani.it, rilancia la scissione del Pdl in due partiti. Il leader del Pdl? "Alfano". E su Berlusconi dice: "Il Centrodestra, dove ci sono Fdi, Lega, la nuova Forza Italia e il Pdl, avrà sempre lui come punto di riferimento. Ma un conto è riferirsi a lui, un conto è avere Forza Italia in cui Berlusconi è il capo e oltre a lui non esiste nulla".

Lei entrerà in Forza Italia?
"No. Quando un mese fa mi hanno annunciato che volevano chiudere il Pdl e fare un altro partito ho fatto loro tanti auguri.  Loro vogliono andare in un partito che ha caratteristiche e criteri diversi, in cui non esiste  la democrazia interna, i tesseramenti e i congressi. E' una cosa legittima, ma non la condivido”.

Quanti sarete a rimanere nel Pdl?
"Se va avanti così è evidente che ci sarà una buona parte che rimarrà nell’attuale partito: quantificare è difficile, ma tantissimi vogliono restare dove sono".

Dunque la ritrovata unità del partito di cui si è parlato in questi giorni è una bufala?
"In questi giorni Fitto ha detto che vuole un congresso, ma non ho capito se vuole quello del Pdl o di Forza Italia".

Secondo lei?
"Bisogna chiarire chi siamo, altrimenti si rischia di affondare in un pantano in cui non si capisce più niente".

Invoca anche lei come la Santanchè un intervento chiarificatore di Berlusconi?
"Berlusconi ha già fatto chiarezza rilanciando Forza Italia e io con altrettanta chiarezza ho detto che non ci vado e rimango nel Pdl".

Chi sarà il leader del Pdl?
"Noi abbiamo un segretario di partito che si chiama Alfano e mi sembra che voglia continuare a farlo. Sono però nodi che si scioglieranno nei prossimi giorni".

Per chiarezza: lei vede Berlusconi a capo di Forza Italia e Alfano a capo del Pdl?
"Il Centrodestra, dove ci sono Fdi, Lega, la nuova Forza Italia e il Pdl, avrà sempre come punto di riferimento Berlusconi come lo aveva la Casa della Libertà una volta. Un conto è averlo come punto di riferimento e un conto è avere Forza Italia in cui Berlusconi è il capo e oltre a lui non esiste nulla. Credo che non ci sarebbe nulla di drammatico se il Centrodestra si organizzasse attorno a queste forze".

Nei prossimi giorni a Palazzo Madama si voterà sulla decadenza di Berlusconi da senatore. Se il Pd dovesse votare a favore il governo rischierebbe?
"Coi se e coi ma non si fa la storia. Andiamo per gradi: il 19 ottobre la corte d'Appello di Milano definirà i termini della interdizione dai pubblici uffici per Berlusconi. Quindi, prendo atto della cosa anche se non la condivido assolutamente. Dopodiché il Senato affronterà il problema della retroattività della legge Severino"

Quindi?
"Mi chiedo come sia possibile che dopo il parere di eminenti costituzionalisti a cui si aggiunge Violante, che la legge Severino non venga rinviata alla Consulta visto che la Costituzione prevede che non ci possa essere una pena afflittiva retroattiva. Se la legge non verrà rinviata alla Consulta, il rischio è quello di assistere a spaccatura insanabile del Paese tra chi è a favore di Berlusconi e chi no".

Intanto il Pd chiede il voto palese. Che cosa ne pensa?
"Sarebbe la mascalzonata finale. Voler cambiare il regolamento del Senato per accanirsi contro Berlusconi  sarebbe quantomeno grottesco. Chi vuole il voto palese ricalca le usanze dei regimi totalitari".

Daniele Riosa twitter@DanieleRiosa

 

 

 

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