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Politica

"Non e' mancato il coraggio, come ci siamo sentiti dire, la cosa e' molto piu' concreta: sono mancati i soldi". Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ai microfoni di Radio anch'io" su Radiouno risponde alle critiche di imprenditori e sindacati sulla legge di stabilita'. "E' una manovra - ha ricordato il ministro - da 11 miliardi, che prevede tagli per oltre un terzo, che prevede non aumenti fiscali ma diminuzioni fiscali e investimenti".

 

Sandro Bondi ha chiesto un intervento di Angelino Alfano e Renato Schifani dopo la firma di 24 senatori a un documento in cui si chiede di mettere fine alle critiche "distruttive" al governo. "Non dubito che il segretario Alfano e il capogruppo Schifani vorranno stigmatizzare la dichiarazione resa pubblica a nome di 24 senatori del Pdl, fatto gia' di per se gravissimo in quanto espressione di una corrente organizzata, attraverso cui si pretenderebbe di limitare in modi e toni inusuali il libero e legittimo confronto apertosi all'interno del nostro partito sulla legge di stabilita'", ha dichiarato il coordinatore del Pdl. "Un confronto che dovra' proseguire in occasione della riunione del gruppo parlamentare e degli organi del partito, in attesa dei quali ogni parlamentare puo esprimere liberamente le proprie opinioni come del resto ho fatto anch'io", ha ricordato.

Ventiquattro senatori del Pdl hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta per chiedere che il confronto interno al Pd riacquisti "correttezza" e che cessino le "critiche distruttive" al governo. "Con riferimento alle dichiarazioni della collega senatrice Bonfrisco, non e' tollerabile che i toni e il linguaggio del dibattito politico dentro il Pdl degradino fino al livello utilizzato oggi nei confronti del ministro Quagliariello e in questi giorni nei confronti di coloro che hanno espresso determinate posizioni", si legge in una nota. "Non e' piu' possibile tollerare la critica distruttiva e permanente alla legge di stabilita' e all'operato del governo di cui cinque nostri ministri fanno parte e a cui abbiamo riconfermato la fiducia meno di tre settimane fa su indicazione dello stesso presidente Berlusconi", spiegano i senatori. "Il confronto nel nostro gruppo e nel nostro partito deve riacquistare correttezza. In caso contrario, i reiterati richiami all'unita' suonerebbero come moneta falsa, dietro la quale si cela la volonta' di determinare una incompatibilita' di fatto", si spiega nel comunicato firmato da Piero Aiello, Andrea Augello, Antonio Azzollini, Laura Bianconi, Giovanni Bilardi, Antonio Stefano Caridi, Federica Chiavaroli, Riccardo Conti, Francesco Colucci, Luigi Compagna, Nico D'Ascola, Claudio Fazzone, Roberto Formigoni, Antonio Gentile, Carlo Giovanardi, Marcello Gualdani, Giuseppe Marinello, Bruno Mancuso, Paolo Naccarato, Giuseppe Pagano, Maurizio Sacconi, Francesco Scoma, Salvatore Torrisi, Guido Viceconte.

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