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L'ufficio di presidenza del Pdl "delibera la sospensione delle attivita' del Popolo della Liberta', per convergere verso il rilancio di "Forza Italia" gia' pubblicamente annunciato dal Presidente Berlusconi con un appello a tutti gli italiani che amano la liberta' e vogliono restare liberi". Lo si legge nel comunicato diramato al termine della riunione di oggi. "Forza Italia e' il Movimento a cui tanti italiani hanno legato e legano tuttora la grande speranza di realizzare una vera rivoluzione liberale e di contrastare l'oppressione giudiziaria, l'oppressione burocratica, l'oppressione fiscale", aggiunge il comunicato.

L'ufficio di presidenza del Pdl "affida al Presidente Berlusconi pieno mandato politico e giuridico per attivare le necessarie procedure, anche attraverso le convocazioni degli organi statutari, per l'attuazione di questa Deliberazione Politica e gli conferisce le responsabilita' connesse alla guida del Movimento per definire obiettivi, tempi e modi della nuova fase di attivita' secondo lo Statuto di "Forza Italia". "Il documento e' stato votato all'unanimita' dall'ufficio di presidenza", ha detto Silvio Berlusconi in una conferenza stampa al termine della riunione.

L'ufficio di presidenza del Pdl "ribadisce l'impegno assunto solennemente dinanzi agli elettori, nella scorsa campagna elettorale, a battersi per un rilancio vero della nostra economia, in primo luogo attraverso una significativa riduzione della spesa pubblica e una corrispondente forte riduzione della pressione fiscale che grava su famiglie, imprese e lavoratori". Lo si legge nel documento pubblicato alla fine della riunione di oggi. "In tal senso, i nostri rappresentanti di governo, governo a cui continueremo a dare il nostro sostegno, nel rispetto degli impegni programmatici assunti al momento dell'insediamento, i nostri deputati e i nostri senatori sono impegnati a contrastare ogni iniziativa che vada nella direzione opposta e a proporre efficaci misure per la ripresa della nostra economia in sintonia con le altre economie dei Paesi membri dell'Unione europea", aggiunge.

DIVISIONI INTERNE - La spaccatura nel Pdl tra lealisti e governativi è ormai avviata, ma la resa dei conti finale è rinviata al Consiglio nazionale del Pdl. Questo organo infatti, a differenza dell'Ufficio di presidenza, è una platea molto più ampia, di circa 800 persone. Ed è lì - è la posizione dei governativi - che si vedrà realmente chi ha la maggioranza nel partito.

Capisco le vostre posizioni - avrebbe detto, secondo quanto riferito, Silvio Berlusconi, ad Alfano e ai ministri Pdl - ma io vado avanti con Forza Italia. Tuttavia, avrebbe aggiunto il Cavaliere, all'Ufficio di presidenza faro' un discorso di unione, per l'unita' del partito. Ma i governativi tengono il punto e a Berlusconi hanno replicato spiegando di non condividere non il passaggio a Forza Italia bensi' le modalita' con cui si e' avviato questo processo.

Il confronto tra Berlusconi e i ministri, viene ancora riferito, e' stato franco: i ministri hanno ribadito con fermezza le loro posizioni, altrettanto avrebbe fatto il Cavaliere. A quel punto, spiegano le stesse fonti, i ministri hanno deciso di marcare le distanze dalla scelta fatta dal Cavaliere circa i modi con cui vuole imprimere la svolta verso Forza Italia. Da qui la decisione di Alfano e degli altri governativi non partecipare all'Ufficio di presidenza. I veri nodi, pero', si scioglieranno solo al Consiglio nazionale, che nelle ipotesi circolate ieri potrebbe essere convocato l'8 dicembre, stesso giorno delle primarie del Pd. Spetta, infatti, al Consiglio nazionale ratificare le decisioni eventualmente assunte oggi dall'Ufficio di presidenza. Intanto e' gia' partita la ricerca delle adesioni alle due diverse 'fazioni', non solo tra i parlamentari e gli eletti a livello locale, ma proprio tra gli esponenti sul territorio.

Sono state piene di tensione le ore che hanno preceduto il vertice a Palazzo Grazioli, con il segretario del Pdl deciso a non sottostare alle condizioni dettate dall'ex premier per entrare nella nuova Forza Italia. Alfano ha tentato fino all'ultimo di convincere il Cavaliere a frenare sulla formazione di un partito "estremista", apertamente ostile al governo Letta. Per questo ha chiesto, e ottenuto, di parlare con Berlusconi prima del vertice e ha riunito a Palazzo Chigi i ministri pidiellini. Ma i suoi sforzi non hanno avuto successo, nonostante le sue richieste fossero sostenute dal gruppo delle colombe che, secondo quanto riferiscono fonti interne al partito, avrebbero elaborato un nuovo documento. Anche l'ala dura dei lealisti e dei falchi, però, sta cercando di impedire che vi sia una frenata sul ritorno a Forza Italia e, quindi, che non si proceda più con l'azzeramento di tutte le cariche. Per questo sarebbe partita una raccolta di firme a sostegno del passaggio immediato dal Pdl a Fi.

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