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Politica

"Valutiamo di non partecipare alle prime sedute del Parlamento perché quello che sta accadendo è contro i principi della democrazia e delle Istituzioni repubblicane che il Pdl ha sempre rispettato". Lo ha detto il segretario del Pdl Angelino Alfano durante la riunione dei parlamentari del partito a Milano, chiedendo ai presenti se siano d'accordo alla possibilità che questo venga riferito domani anche al presidente della Repubblica. Proposta accolta con un applauso, anche se alcuni "big" come l'ex ministro Maurizio Sacconi si sono dissociati. "Sono contrario ad abbandonare il Parlamento - ha scritto su Twitter - perché lì si difende la democrazia".

"Stanno tentando di eliminare per via giudiziaria Silvio Berlusconi. E' uno scandalo ed io sono personalmente scandalizzato per le questioni giudiziarie", aveva detto in precedenza Alfano. A gennaio, ha sottolineato ancora, tutti pronosticavano la fine politica di Berlusconi. "Ora l'accelerazione giudiziaria vuole portare a termine la cosa. Volevano eliminarci. Non ce l'hanno fatta con le elezioni e ora vogliono eliminare il nostro leader per via giudiziaria. Vogliono riscrivere per via giudiziaria 20 anni di storia. Si illude chi pensa di salvarsi da solo da questa ignominia", ha detto ancora il segretario del Pdl prima di recarsi davanti al tribunale di Milano per una polemica conferenza stampa.

Finita la tregua fissata in campagna elettorale, i problemi giudiziari dell'ex premier sono tornati tutti insieme, finendo per creare un vero e proprio ingorgo che sta obbligando il Cavaliere ad una dura battaglia su numerosi fronti. Dopo la condanna subita a conclusione del processo sulle intercettazioni relative al caso Unipol, a mettere sotto pressione Berlusconi sono il procedimento d'appello per i diritti tv Mediaset e quello di primo grado sul caso Ruby. A esacerbare i toni, anche l'esito della visita fiscale che ha escluso l'impossibilità del leader del Pdl a presenziare le udienze in tribunale per ragioni di salute. Valutazione alla quale l'imputato ha risposto decidendo di rimanere comunque ricoverato in ospedale, facendo scattare una inevitabile seconda visita di controllo. Ma a queste vecchie ferite aperte tra Berlusconi e le toghe se n'è aggiunta in questi giorni una nuova e gravissima, con l'apertura dell'inchiesta napoletana sulla compravendita dei voti culminata oggi con la probabile richiesta di processo immediato per l'ex premier.

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