Pensione a 64 anni, il governo studia l’uscita con il contributivo. Durigon: “Costo di cinque miliardi in tre anni”
Uscire dal lavoro a 64 anni con una pensione calcolata interamente con il metodo contributivo. È una delle ipotesi allo studio del governo nell’ambito degli interventi sul sistema previdenziale. La proposta, come spiegato all’ANSA dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, prevederebbe anche una riduzione della soglia minima di importo richiesta per accedere alla pensione anticipata a 64 anni per alcune categorie di lavoratori. Attualmente, per l’accesso a questa forma di pensionamento, è previsto anche il raggiungimento di una determinata soglia dell’importo della pensione, pari a tre volte l’assegno sociale. L’ipotesi allo studio punta dunque a rendere più ampia la platea degli eventuali beneficiari intervenendo proprio su questo requisito.
L’obiettivo dichiarato dal governo è favorire il ricambio generazionale nel mercato del lavoro, consentendo a una parte dei lavoratori di lasciare l’occupazione prima dell’età ordinaria per la pensione. La misura, secondo le stime citate da Durigon, avrebbe però un costo significativo. “Se la facciamo in via sperimentale per tre anni”, ha spiegato il sottosegretario, “costa 1,6 miliardi l’anno, circa cinque miliardi in tre anni”. Le previsioni indicano circa 80mila uscite dal lavoro nel primo anno di applicazione e complessivamente circa 180mila nel corso del triennio.


