Oggi un ex Cinque Stelle consigliere fuoriuscito di Torino Vittorio Bertola ed esperto del campo ha spiegato il meccanismo delle polizze vita.
“Detto quindi che la vicenda è tutta da chiarire e che bisognerà capire i dettagli della polizza e gli altri fatti il giochino poteva funzionare così: io che voglio un favore dal futuro sindaco di Roma, prima delle elezioni prendo una polizza e lo nomino come beneficiario; dopodiché, se lui vince e mi fa il favore, io faccio passare il tempo minimo necessario e poi riscatto la polizza e lui incassa, altrimenti cambio di nuovo il beneficiario e mi tengo i soldi senza alcuna spesa. Se poi volessi essere sicuro, prima delle elezioni potrei fare la stessa cosa verso esponenti di partiti diversi, così posso poi fare il giochino chiunque sia a vincere”.
Insomma, in questa ottica la polizza perde il suo significato originario e diviene o può divenire un comodo strumento per non far risultare tangenti o soldi in nero peraltro non pignorabili e non tassabili. Una vera manna per chi vuole intrallazzare.
Poi non è necessario che il beneficiario sappia della intestazione però diviene un modo per offrire soldi senza troppi problemi; e si può offrirli -come spiega Bertola- a diversi esponenti, anche a tutti.
Insomma uno “investe” magari per aiutare la campagna elettorale 100.000 € per avere un ritorno garantito indipendentemente da chi vince.
In effetti, con questo meccanismo l’ipotesi corruttiva acquista un suo valore.
Bartola dice anche che “Conosco molte persone del Movimento a Roma e il legame tra Romeo e la Raggi è sempre stato molto chiacchierato”.

