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Politica
Colle, piano Berlino-Ue: Draghi come "controllore" di Renzi


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Walter Veltroni, Anna Finocchiaro o Roberta Pinotti. Sono i tre nomi che circolano con insistenza in Parlamento come presidente della Repubblica quando arriveranno le attese dimissioni di Giorgio Napolitano. Pare che Matteo Renzi abbia già incontrato la Finocchiaro a Palazzo Chigi per sondare il terreno e capire se c'è la sua disponibilità. Risposta affermativa. Ma si scalda anche Veltroni. Che, anzi, come anticipato da Affaritaliani.it, continua a essere in pole position perché più gradito a Berlusconi rispetto alla senatrice 'madre' dell'Italicum e delle riforme istituzionali. Attenzione anche al ministro della Difesa, che - dicono in Transatlantico - piace moltissimo al segretario del Pd in quanto "figura che non gli fare ombra".

Attenzione, però, perché secondo quanto risulta ad Affari, ci sarebbe un piano a livello europeo, che vede come protagonisti principali il neo-presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker e la Cancelliera tedesca Angela Merkel, per spingere sul Colle Mario Draghi. Il numero uno della Bce, sondato in maniera informale e preliminare, avrebbe risposto "no, grazie. Sto bene dove sono". Ma le indiscrezioni raccolte da Affari parlano quasi di un'imposizione da parte della Merkel e di Junker. Draghi al Quirinale serve a Bruxelles e a Berlino per "controllare" Renzi, viste le sue ultime uscite contro i burocrati europei e la sua posizione considerata non 'friendly' verso la Germania. Si tratterebbe di mettere "sotto tutela" il presidente del Consiglio attraverso un Capo dello Stato a cui stanno particolarmente a cuore gli interessi dell'Unione.

C'è da dire che la Merkel otterrebbe anche il vantaggio di accontentare la Bundesbank, sempre critica nei confronti di Draghi. In sostanza il piano punta a far "bollire" Veltroni e Finocchiaro, conoscendo i veti incrociati della politica italiana e con il precedente dello sgambetto a Romano Prodi dei 101 'traditori', per poi far emergere con forza, attraverso ovviamente sponde italiane, la candidatura del presidente della Bce. Draghi, dal canto suo, di fronte a un'empasse del Parlamento e all'impossibilità di Napolitano di restare al Colle farebbe, obtorto collo, un sacrificio per il bene del suo Paese. E il piano Merkel-Juncker raggiungerebbe così il suo obiettivo...

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