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Politica
Pippo Civati ha deciso: lascia il gruppo del Pd


"Esco dal gruppo del Pd. Per coerenza con quello in cui credo e con il mandato che mi hanno dato gli elettori, non mi sento più di votare la fiducia al governo Renzi. La conseguenza è uscire dal gruppo". La decisione dunque è presa. Pippo Civati lascerà il gruppo Pd alla Camera. Il 'dissidente' del Partito democratico aveva manifestato - subito dopo l'ok all'Italicum - la sua volontà di non sostenere più il governo.
 
Una scelta, quella di uscire, che con tutta probabilità avverrà in solitaria: nessun altro dei 'suoi' lo seguirà. Pressoché scontato l'approdo nel gruppo Misto - dove poco più di un mese fa è già andato a sedersi Luca Pastorino, civatiano, candidato alla guida della Regione Liguria contro lo stesso Pd - in attesa del riassetto in seno a Sel.
 
Nel Pd - scrive Civati sul proprio blog - "hanno promosso e approvato, senza voler parlare di leggi elettorali, riforme del lavoro e della Costituzione, cementificazioni e trivellazioni, e ce li siamo trovati in tivù a deridere le ragioni di chi difende l'ambiente o crede che il futuro passi attraverso soluzioni differenti. Peccato (soprattutto per loro): perché invece il futuro sarebbe a portata di mano, basterebbe imparare a sposare tradizione e cambiamento, coniugando cose antiche come i diritti e nuovissime come l'innovazione".
 
Un post, quello pubblicato sul blog, dal titolo L'energia che può cambiare la nostra vita, prende spunto dalla figura di "Nikola Tesla, nato in Serbia a metà del 1800 e statunitense naturalizzato". Civati racconta che "è stato un pioniere dell'elettricità, il suo lavoro teorico è alla base del sistema a corrente alternata e ha dato un decisivo impulso alla seconda rivoluzione industriale, ma è stato anche un personaggio ammantato di un certo alone di mistero, e con lui alcune sue teorie meno comprese".
 
"La Tesla Energy, che non a caso ne raccoglie il cognome - continua a scrivere - è invece un'azienda californiana tra le più innovative e tenute sotto osservazione per le sue invenzioni nel campo della produzione e conservazione dell'elettricità. Da qualche giorno se ne parla a proposito del Powerwall, che anche per dimensioni sembra un po' una caldaia ma è in realtà una batteria, in versione da muro, in grado di convogliare l'energia prodotta dai pannelli solari di casa, e per la prima volta risolve il problema finora insormontabile della sua conservazione, mettendola a disposizione quando l'utente ne ha bisogno".
 
"Anche per chi è privo di particolari conoscenze tecniche - sottolinea -, è chiaro che questa innovazione che viene da così lontano nel tempo potrebbe molto presto interrompere la nostra dipendenza dalle infrastrutture produttrici di energia, con un impatto rivoluzionario sulle nostre vite, sull'economia, sul pianeta in cui viviamo".
 
"Credo" sia "una buona metafora, una metafora eccellente dei motivi per cui tanti di noi amano far politica e ci hanno dedicato così tanto tempo, in questi anni. A un certo punto, senza preavviso, è semplicemente capitato che un giorno alcune persone con cui pensavamo di aver condiviso questa visione hanno cambiato idea. Questa è la storia che mi interessa raccontare, sin dall'inizio, mi spiace per chi ha cambiato idea ma per quel che mi riguarda continuerò a farlo con tutti quelli che lo vorranno. Secondo me sono tantissimi".
 
Il giorno dopo il via libera alla riforma elettorale, infatti, la tensione interna ai dem aveva continuato a farsi sentire: secondo la minoranza dem, la frattura che si è consumata sul superamento del Porcellum è stata troppo profonda per non portare conseguenze. Ieri sera Civati aveva convocato i suoi e nel merito dello 'strappo' aveva detto: "Deciderò nelle prossime ore, ma non ci sto più a fare il cagnolino e, alla fine, sentirmi anche deriso da chi dice Viva Civati. Ma scherziamo?". Il riferimento era stato allo stesso premier Matteo Renzi che ieri, a chi aveva gridato "Abbasso Civati", aveva replicato dicendo, appunto: "Perché abbasso Civati? Viva Civati! Noi siamo per tenere tutti dentro".
 
Dal Pd, a commentare la decisione odierna del parlamentare 'ribelle' è il riformista dem Dario Ginefra: "Non può far piacere l'uscita da un partito di qualsivoglia iscritto, figuriamoci di una persona con le qualità di Pippo, ma la notizia della la sua scelta contribuisce a far chiarezza. Si tratta in fondo della cronaca di una morte annunciata. Quello di Pippo è un disagio che era maturato sin dal governo Letta quando dichiarò di non partecipare volontariamente ad un voto di fiducia e, sia pur dopo un lungo travaglio, per la verità costellato da numerosi voti in contrasto con il suo gruppo di appartenenza, è maturato sino a diventare oggi una scelta piena e consapevole. Tuttavia resta la speranza che in lui possa maturare un ripensamento".
 
Ma da Sel è Nicola Fratoianni ad annunciare: "Civati ha fatto una scelta che è frutto di una lunga accumulazione di distanze dal pd, che sono vicinanze con Sel. Siamo pronti a dare vita al più presto a una forza politica in grado di dare voce alle tante distanze dal Pd che diventano vicinanze con Sel, alle tante resistenze, a chi non crede che al pd non c'è alternativa. Siamo pronti, come ha detto anche Nichi Vendola, a mettere in discussione l'assetto del partito e dei gruppi parlamentari perché pensiamo che oggi sia urgente creare una risposta comune ai problemi che abbiamo".

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