Polizia locale, via libera alla delega: entro 12 mesi i decreti attuativi. Montaruli (Fdi): “Un passaggio storico atteso da tempo. Il Governo Meloni ha mantenuto le promesse”
Riordinare le funzioni e strutturare in modo autonomo la sezione della Polizia locale, prevedendo una contrattazione separata dedicata al Corpo e risorse specifiche e chiaramente distinguibili. Garantire inoltre l’accesso al CED, potenziare le forme di tutela legale, assistenziale e infortunistica, e assicurare la piena applicazione della normativa sulle vittime del dovere. Sono queste le principali novità della riforma della Polizia Locale, voluta fortemente da Augusta Montaruli, Vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati. Il testo, arrivato ieri in Aula, è una delega che il Governo deve attuare entro 12 mesi dall’approvazione. “I termini previsti per il testo della riforma sono stati rispettati: avevamo promesso che sarebbe accaduto entro aprile, con approvazione entro maggio, e così è stato. Con la conclusione della discussione generale, facciamo un altro passo in avanti in un passaggio storico per una riforma attesa da tempo da tutto il corpo della Polizia Locale e che in passato era stata oggetto di continui rinvii e interruzioni. Si intende riconoscere a livello legislativo la dignità che gli agenti si sono conquistati sul campo, nell’ottica di una gestione della sicurezza sempre più integrata”, spiega la relatrice del provvedimento ad Affaritaliani.
“La Polizia locale è ancora oggi vincolata a una normativa risalente a oltre quarant’anni fa, nonostante le modifiche intervenute con la riforma del Titolo V della Costituzione. Da tempo si discute della necessità di una riforma organica, ma finora nessun intervento è riuscito a completare questo percorso”, sottolinea Montaruli. La deputata ricorda inoltre come, nella scorsa legislatura, fosse stato approvato un testo di riforma successivamente modificato in modo significativo dal Ministero dell’Interno, sotto la guida di Luciana Lamorgese, mentre al governo erano presenti Pd e Movimento 5 Stelle, che oggi contestano l’attuale impostazione.
“Fratelli d’Italia era all’opposizione, ma fin da subito avevamo colto il grave e ingiusto pregiudizio nei confronti del Corpo che aleggiava in quel governo, un’impostazione radicata e consolidata nel tempo. Quello stravolgimento rappresentò di fatto una pietra tombale su ogni prospettiva di riforma. Quella ‘pietra’ è stata rimossa dal Governo Meloni, che ha aperto un varco ritenuto fino a pochi anni fa impraticabile. Oggi si sono create condizioni favorevoli per arrivare a modifiche significative volte alla valorizzazione degli agenti, a partire dalla riduzione di alcune ingiuste differenze di trattamento. Un esempio è l’applicazione della normativa sulle vittime del dovere, finora riconosciuta prevalentemente attraverso il contenzioso giudiziario e oggi divenuta una realtà concreta. Lo stesso vale per i numerosi interventi migliorativi promossi anche attraverso il lavoro parlamentare”, dice Montaruli.
Le criticità
Secondo Montaruli, le principali riforme in materia di Polizia locale “sono state stoppate più che rallentate”. Al di là di un “pregiudizio ingiusto nei confronti del Corpo”, la difficoltà sarebbe riconducibile anche alla natura oggettivamente complessa della materia, che coinvolge più ministeri. “Esiste però un principio che va difeso e non può essere derogato: la Polizia locale non può essere considerata alla stregua del personale amministrativo della funzione pubblica, avendo funzioni e peculiarità differenti”, sottolinea. Da qui, la necessità di garantire “la distinzione delle risorse e una sezione dedicata con contrattazione separata, fino a oggi facoltativa”, considerata “un elemento imprescindibile”. L’attenzione si sposta infine sull’attuazione della delega: “Ora il mio principale cruccio è fare in modo che ai tavoli di contrattazione siano realmente considerate le istanze di chi rappresenta la Polizia locale, qualora il testo venga approvato da Camera e Senato”, prosegue.
La riforma ha natura ordinamentale, anche se prevede già uno stanziamento di 20 milioni di euro l’anno destinato al potenziamento delle tutele assistenziali e infortunistiche. “Le carenze di organico sono comunque da tempo all’attenzione dell’esecutivo, già prima dell’avvio del percorso di riforma. L’ultimo decreto sicurezza, per esempio, ha incrementato le risorse per le assunzioni da parte degli enti locali e, fatto particolarmente significativo, ha consentito la deroga ai vincoli di spesa per assunzioni e straordinari. Una richiesta avanzata da anni ha trovato risposta solo e soltanto con il Governo Meloni”, conclude Montaruli.

