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Politica

di Adriana Santacroce

"Troppo grasso che cola nella Pubblica Amministrazione" ha detto Renzi. Accontentando, così, tutta quella parte d'Italia che, spesso a ragione, se la prende con i lavoratori del pubblico, stratutelati e lontano anni luce dalla precarietà in cui si trovano tutti "gli altri". Peccato che quando, ad aprile, era uscita la notizia che il blocco dei loro stipendi non sarebbe stato rimosso, il Governo, con il ministro Padoan, aveva liquidato l'indiscrezione come "notizia priva di fondamento". Certo, si doveva ancora votare per le Europee e l'appoggio dei dipendenti pubblici era fondamentale. Un'indagine Ipsos subito dopo il voto, infatti, ha rivelato che il 43% di quei lavoratori ha votato Pd.

Ma ora il loro voto non serve più. E per la popolarità del premier, e soprattutto per le tristi casse dello Stato, rimuovere quel blocco non serve. Ed ecco che 3,3 milioni di dipendenti si troveranno lo stipendio bloccato almeno per un altro anno. Insofferente alle critiche, Renzi ormai liquida tutti quelli che lo contestano come "gufi" spesso senza entrare nel merito. E il Premier non si fa certo intimidire dalla minaccia di uno sciopero. Chi non la pensa come lui é contro l'interesse del Paese, é un gufo e non merita il confronto. Dormano pure sonni agitati, i dipendenti pubblici. I loro stipendi resteranno fermi e godano, chi ce li ha, degli 80€ in busta paga distribuiti da questo Governo.

Un discorso a parte meritano le Forze dell'Ordine. Sono circa 300mila tra poliziotti Carabinieri finanzieri etc. Stipendio base 1400 euro, con annessi tutti i problemi di cui si parla da anni. Manca la benzina alle macchine, i caschi dei motociclisti sono vecchi, non c'è coordinamento tra i diversi corpi etc etc. Argomenti jurassici, ormai, che, però, denotano una situazione insostenibile per tutte quelle persone che rischiano la vita ogni giorno. "Li incontrerò ma non cedo ai ricatti" ha detto Renzi. Dopo che tutte le single sindacali hanno minacciato lo sciopero generale. Ora, a parte che per legge poliziotti e carabinieri non possono scioperare nella forma tradizionale, il Premier non può non capire che un conto é l'impiegato che sta alla scrivania e un altro l'agente che in strada si occupa della nostra sicurezza. Facile farsi bello con gli altri Paesi dicendo "siamo anche noi nell'alleanza contro l'Isis". Facile applaudire la nostra lady Pesc quando prende posizione nella difficile politica estera, quando poi a casa nostra non sappiamo gestire la sicurezza della quotidianità. Poliziotti e carabinieri non chiedono aumenti ma solo l'abolizione del tetto salariale. Quel meccanismo che, a partire dal 2010, impedisce a chi ha avuto una promozione o un avanzo di carriera di guadagnare qualcosa di più. Solo quello. Succede così che chi é stato promosso o ha assunto altre funzioni, guadagni sempre la stessa cifra di prima. A volte, a causa dei tagli, addirittura, decurtata del 10-20%. Una situazione del genere, a chiunque abbia un po' di buon senso, appare assurda. Anche perché va contro il principio base di Renzi, ovvero premiare il merito di chi lavora meglio e di più. Principio ricordato, ancora, in chiusura della Festa dell'Unita. "Il merito é di sinistra" ha detto ieri Renzi da Bologna. Senza contare che la lotta alla corruzione, tanto decantata dal presidente del Consiglio, necessità delle forze dell'Ordine in prima linea. Che segnale trasmette al Paese Renzi, che dice di voler premiare il merito e di lottare contro la corruzione se poi mortifica gli agenti più meritevoli in questo modo?

L'incontro tra i rappresentanti dei diversi corpi di sicurezza e il Premier dovrebbe avvenire l'11 settembre. Spero che serva per fare un po' di chiarezza e per dare un segnale di giustizia e solidarietà al Paese. Poliziotti e Carabinieri non sono gufi, caro Presidente. Sono persone che lavorano e che rischiano la pelle tutti i giorni. Diamogli solo quello che é appena giusto. Il costo economico sarebbe esiguo e il segnale importante. Non abbia paura di premiare la sicurezza. Per una volta ascolti anche chi La contesta e non solo chi abita nella Sua Corte. Alla fine sarà contento pure Lei. E ne trarrà giovamento.

@Adrisantacroce

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