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Politica

Di Tommaso Cinquemani

monti casini

Dopo undici anni di lotta politica, alcuni passati al governo, molti altri all'opposizione, l'Udc potrebbe essere arrivata al capolinea. Secondo quanto Affaritaliani.it è in grado di rivelare all'interno del partito si stanno scontrando due correnti contrapposte in vista del Congresso del 30 ottobre. La prima, minoritaria, vorrebbe mantenere l'identità del partito, per evitare di perdere il patrimonio di voti accumulati in questi anni. Ma anche per evitare problemi con i rimborsi elettorali e con la presentazione del nuovo simbolo.

Già, il nuovo simbolo. Perché l'altra corrente, sostenuta da tutti i big, non ha alcuna intenzione di sciogliere il partito per scomparire nel nulla, anzi. Il progetto è ben più ampio e ambizioso. Secondo alcuni il movimento guidato da Pierferdinando Casini dovrebbe sciogliersi per entrare in un nuovo soggetto politico che abbia i tratti del popolarismo europeo. ''Il nostro progetto è il Ppe italiano. Il nostro futuro è lì, in un partito più grande e capace di andare oltre i confini di uno Stato", ha detto Lorenzo Cesa, segretario del partito. "L'area moderata deve rapidamente trovare il suo nuovo assetto: dobbiamo tornare a essere un porto sicuro per la maggioranza degli italiani".

Una fusione, ma con chi? Della partita sarebbero di sicuro una buona parte dei senatori e dei deputati di Scelta Civica. L'addio di Mario Monti, secondo molti, è dovuto proprio a questo movimento di avvicinamento. Gli sherpa si sono già fatti avanti: si tratta di Mario Mauro (che intrattiene rapporti stretti con Cesa e Alfano). Ma anche Aldo Di Biagio, ex Fli, Lucio Romano, ex Udc, e Gabriele Albertini, storico sindaco di Milano. Ma non solo. Anche una buona fetta delle colombe del Pdl ci starebbe, ma ha il terrore di uscire dal Pdl per scomparire nel nulla. E anche gli ex popolari del Pd guardano con interesse al nuovo soggetto.

 twitter@Tommaso5mani

LA NOTIZIA

"Non c'e' una spaccatura tra me e Monti ma tra Monti e il resto del mondo". Lo ha detto Pier Ferdinando Casini a Porta a porta.

"Tutti in Europa stanno concentrandosi sul pubblico impiego. Ma qui ci sono 220mila precari, gente in carne e ossa che sono stati nella pubblica amministrazione con contratti a tempo indeterminato e a cui bisogna fare, come ha previsto questo governo, dei concorsi riservati". Lo ha detto Pier Ferdinando Casini a Porta a Porta. "Il governo sta cercando di rimettere un po' d'ordine in questo comparto", ha aggiunto Casini.

 

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