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papa francesco messa 11

Oggi niente Udienza Generale con i fedeli, ma un'agenda importante per Jorge Mario Bergoglio. Papa Francesco ha incontrato nella Biblioteca privata alla Seconda Loggia alle 11 Dilma Roussef, presidente del Brasile. A seguire, alle 11.30 l'incontro con Sua Santità Bartolomeo I, patriarca ecumenico di Costantinopoli e alle 11.45 il Metropolita Hilarion del Patriarcato di Mosca. Alle 12 nella Sala Clementina si è tenuto invece l'incontro tra il Pontefice e i delegati Fraterni di Chiese, Comunità Ecclesiali e Organismi Ecumenici Internazionali e i rappresentanti di Religioni non cristiane, e con Claudio Epelman, Latin American Jewish Congress.

L'INCONTRO IN SALA CLEMENTINA- Dopo il colloquio di questa mattina a quattr'occhi con Papa Francesco, anche Bartolomeo I, il patriarca ecumenico di Costantinopoli al quale tutte le chiese ortodosse riconoscono un primato d'onore, partecipa nella Sala Clementina all'udienza del nuovo Pontefice alle 30 delegazioni delle altre chiese, confessioni cristiane e religioni. Prende la parola Bartolomeo, dicendo che Benedetto XVI è un "uomo mite che si è distinto per la competenza teologica e le carità, e con spirito di coraggio ha da poco rassegnato le dimissioni per motivi di salute e affaticamento". "Santità ci rallegriamo di tutto cuore con la vostra amata santità per la vostra elezione ispirata da Dio e l'assunzione dei vostri doveri quale primo vescovo della Chies Cattolica". Con queste parole Bartolomeo I si è rivolto a Papa Francesco. "Compiti enormi per l'unità, l'attendono", ha aggiunto.

IL PAPA E L'ANNO DELLA FEDE- "Inizio in mio ministero nell'Anno della Fede, che con intuizione veramente ispirata il mio venerato predecessore Benedetto XVI ha proclamato, una iniziativa che desidero continuare; egli ha voluto segnare il 50esimo del Concilio Vaticano II". Papa Francesco ha quindi rivolto queste parole alle delegazioni delle altre chiese e confessioni cristiane. Continuare la riscoperta del Concilio, ha aggiunto, "sarà il migliore servizio all'unità della Chiesa". "Desidero assicurare sulla scia dei miei predecessori - ha poi scandito il nuovo Pontefice - la ferma volontà di continuare nel cammino verso l'unità della Chiesa". "E' motivo di particolare gioia incontrarmi oggi con voi, Delegati delle Chiese Ortodosse, delle Chiese Ortodosse Orientali e delle Comunità ecclesiali di Occidente", ha detto Papa Francesco ai rappresentanti delle altre chiese e comunità cristiane. "Vi ringrazio - ha aggiunto - per avere voluto prendere parte alla celebrazione che ha segnato l'inizio del mio ministero di Vescovo di Roma e Successore di Pietro. Ieri mattina, durante la Santa Messa, attraverso le vostre persone ho riconosciuto spiritualmente presenti le comunità che rappresentate. In questa manifestazione di fede mi è parso così di vivere in maniera ancor più pressante la preghiera per l'unità tra i credenti in Cristo e insieme di vederne in qualche modo prefigurata quella piena realizzazione, che dipende dal piano di Dio e dalla nostra leale collaborazione".

IL RICORDO DI RONCALLI- Secondo Papa Francesco, "proprio nel desiderio di annunciare questo tesoro perennemente valido della fede agli uomini del nostro tempo, risiede il cuore del messaggio conciliare". "Insieme con voi - ha detto inoltre il nuovo Pontefice alle delegazioni ecumeniche - non posso dimenticare quanto quel Concilio abbia significato per il cammino ecumenico. Mi piace ricordare le parole che il Beato Giovanni XXIII, di cui ricorderemo tra breve il Cinquantesimo della scomparsa, pronunciò nel memorabile discorso di inaugurazione" affermando che "la Chiesa Cattolica ritiene suo dovere adoperarsi attivamente perché si compia il grande mistero di quell'unità che Cristo Gesù con ardentissime preghiere ha chiesto al Padre Celeste nell'imminenza del suo sacrificio; essa gode di pace soavissima, sapendo di essere intimamente unita a Cristo in quelle preghiere". "Questo Papa Giovanni", ha ripetuto Francesco perché fosse chiaro a chi si ispira su questo tema. "Sì, cari fratelli e sorelle in Cristo - ha continuato Francesco - sentiamoci tutti intimamente uniti alla preghiera del nostro Salvatore nell'Ultima Cena, alla sua invocazione: ut unum sint. Chiediamo al Padre misericordioso di vivere in pienezza quella fede che abbiamo ricevuto in dono nel giorno del nostro Battesimo, e di poterne dare testimonianza libera, gioiosa e coraggiosa. Sarà questo il nostro migliore servizio alla causa dell'unità tra i cristiani, un servizio di speranza per un mondo ancora segnato da divisioni, da contrasti e da rivalità. Più saremo fedeli alla sua volontà, nei pensieri, nelle parole e nelle opere, e più cammineremo realmente e sostanzialmente verso l'unità". "Da parte mia - ha quindi scandito - desidero assicurare, sulla scia dei miei Predecessori, la ferma volontà di proseguire nel cammino del dialogo ecumenico e ringrazio sin d'ora il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, per l'aiuto che continuerà ad offrire, in mio nome, per questa nobilissima causa. Vi chiedo, cari fratelli e sorelle, di portare il mio cordiale saluto e l'assicurazione del mio ricordo nel Signore Gesù alle Chiese e Comunità cristiane che qui rappresentate, e domando a voi la carità di una speciale preghiera per la mia persona, affinché possa essere un Pastore secondo il cuore di Cristo".

(Segue: Il saluto ai musulmani ed agli ebrei. Vallini a Radio1: c'è continuità tra Francesco e Benedetto)

 

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