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Politica
Primarie in Campania tra caos e veleni

Andrea Cozzolino, Vincenzo De Luca e Marco Di Lello. Sono rimasti in tre (anche se sulla scheda elettorale saranno in cinque) i candidati alle primarie del centrosinistra in Campania, in vista delle elezioni regionali di maggio. Archiviati i ritiri di Gennaro Migliore e Nello Di Nardo annunciati ieri, nella sede del Pd Campania a Napoli il segretario regionale Assunta Tartaglione ha tenuto una conferenza stampa con i candidati per presentare quella che ha definito "una grande giornata di partecipazione democratica". Di candidati in realtà erano presenti in due: assente De Luca, l'ex sindaco di Salerno già candidato del centrosinistra alle regionali del 2010. Assenza inizialmente avvolta nel mistero, Tartaglione parla di "impegni istituzionali", poi una lettera inviata dallo stesso De Luca spiega: "Impegno già fissato relativo alla campagna elettorale". De Luca scrive che le primarie "sono l'ultima occasione utile per rilanciare la Regione Campania" e si augura "che tutto proceda nel rispetto della correttezza e delle regole".

Di questo ne sono sicuri i presenti, l'europarlamentare del Pd Andrea Cozzolino e l'esponente del Psi Marco Di Lello, unico "non democrat" dopo l'abbandono del segretario regionale Idv Nello Di Nardo. Le aspre polemiche degli ultimi mesi non scalfiscono la fiducia di entrambi nell'istituto delle primarie: "C'è stata una battaglia politica e nei partiti politici accade questo", dichiara Cozzolino, già candidato alle primarie del centrosinistra per il sindaco di Napoli nel 2011, primarie poi annullate per sospetto di brogli con tanto di partito provinciale commissariato. "Qui non c'è qualcuno che comanda o un proprietario della battaglia - aggiunge Cozzolino - siamo uomini e donne liberi, ognuno con il proprio pensiero. Ho considerato il confronto legittimo e l'ho rispettato. Ora guardiamo a domenica, giornata di partecipazione e festa popolare".

E a chi ha parlato di un possibile inserimento della destra o peggio della camorra nel voto Cozzolino risponde categorico: "Non c'entrano nulla, siamo qui per portare la destra fuori dalla regione. E faccio parte di una generazione che ha lottato contro la criminalità organizzata, ho fondato la mia esperienza politica su questa battaglia fondamentale". Il socialista Di Lello legge invece la sua candidatura come "alternativa a chi non si sente rappresentato dal Pd o da Cozzolino e De Luca, ai quali va il mio rispetto. E a chi lamenta disaffezione ricordo che chi punta sullo sfascio punta contro la regione. Capisco che molti hanno fatto una battaglia contro le primarie, io stesso ho lavorato per mesi per la costruzione di una candidatura unitaria; non ci siamo riusciti e quindi in democrazia la sola possibilità è dare la parola ai cittadini affinché scelgano i propri rappresentanti". Si voterà domenica 1 marzo, dalle 8 alle 20: saranno 606 i seggi sparsi in tutto il territorio regionale, circa 3600 i volontari impegnati.

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