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Politica
Primo Maggio, Napolitano: "Se volessimo dare un nome? Allarme lavoro"

"Se volessimo dare un nome" a questa giornata del Primo Maggio, "non e' eccessivo parlare di "allarme lavoro". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aprendo il suo intervento al Quirinale in occasione della cerimonia della Festa del Lavoro. "No, non e' eccessivo parlare di 'allarme lavoro': per suscitare il massimo di reazioni in tutti i sensi, non certo per abbandonarsi allo scoramento".

Confronto fisiologico ma scelte non tardino - "Non tocca a me esprimermi sul merito di orientamenti e provvedimenti e sui punti controversi che presentano". Lo ha detto il capo dello Stato Giorgio Napolitano alla cerimonia della celebrazione della Festa del Lavoro al Quirinale.    "Il confronto e' fisiologico e il dissenso pienamente libero di esprimersi: ma le scelte conclusive non possono tardare a lungo", ha aggiunto, dopo aver premesso: "come stia reagendo con accresciuto dinamismo e spirito innovativo il governo lo ha detto qui il ministro Poletti".

I sindacati hanno un ruolo essenziale. Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ma a loro spetta anche un ruolo nuovo e sono chiamati, in un quadro grave di crisi aziendali, come l'attuale, "a concorrere alla ricerca di soluzioni solidaristiche, innovative, coraggiose e determinate". I sindacati "per loro natura - ha detto il Capo dello Stato - hanno storicamente sempre avuto difficolta' a rappresentare, insieme con il lavoratori, i senza lavoro, le istanze degli uni e degli altri. Ma anche salvaguardare posti di lavoro a rischio, oggi implica azioni diverse da quelle tradizionali di difesa condotte dai sindacati".

Camusso, serve vera stagione investimenti  - "Il messaggio e' quello che bisogna passare a una stagione vera di investimenti per il lavoro". Lo ha dichiarato poco fa la segretaria della Cgil Susanna Camusso alla partenza del corteo dei sindacati nazionali a Pordenone. "Abbiamo intitolato questo primo maggio al lavoro, al primo posto del nostro slogan c'e' più' lavoro - ha detto ancora - ci siamo ovviamente riferiti anche all'Europa. Occorre chiedere maggiori risorse che devono andare al lavoro, invece continuiamo a sentire parlare di tagli e non di investimenti e creazione di occupazione".

Camusso, governo pensi anche a precari e pensionati - "Siamo col governo quando si decide che si debba restituire qualche soldo ai lavoratori, ma bisogna guardare anche ai precari, ai pensionati, a quelli che lavorano la domenica nei supermercati". E' il messaggio che la segretaria Cgil Susanna Camusso lancia dal palco del 1 maggio a Pordenone. " La proposta sul reddito - ha aggiunto - dura poco se non si pensa poi di investire seriamente sul lavoro".

Angeletti, meno burocrazia, leggi e piu' infrastrutture - Per il segretario della Uil Luigi Angeletti, la chiave per uscire dalla crisi e': "ridurre le tasse, la burocrazia, le leggi e fare infrastrutture. Non e' pensabile che possa esserci una vera ripresa senza il lavoro delle fabbriche". Angeletti ha sfilato anche lui, come la Camusso e Bonanni, nel grande corteo dei sindacati confederali aperto dai lavoratori della Electrolux di Pordenone.

Bonanni, speranza perche' Italia riparta da produzione  - Il messaggio che Raffaele Bonanni della Cisl lancia da Pordenone in occasione del grande corteo nazionale per il 1 Maggio, e' un messaggio di speranza. "Un 1 maggio di speranza - ha detto Bonanni - sfilando in corteo con i lavoratori della Electrolux - perche' l'Italia possa andare avanti cambiando e ripartendo dalla produzione. Il lavoro si crea con la buona economia".

 

 

 

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