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Politica

Di Pietro Mancini

Caro Presidente, lei ha cominciato il 2015 con "il sole in tasca", come scrisse il politico forzista, Sandro Bondi, ex Pci, accostando, con un filino di esagerazione, l'utopia concreta di Adriano Olivetti ai plastici, presentati, nel salotto Tv di Bruno Vespa, da Silvio Berlusconi.
Tornando a lei, gentil Renzi, corregionale del poeta azzurro, le arride un consenso plebiscitario, che non conosce confini, a destra e a sinistra. In poche settimane, ha portato sul Colle una persona perbene, ridando dignità politica e istituzionale alla vecchia DC, e ha ricucito lo strappo interno al PD. Ha provocato  lo scompiglio in quel che rimane del centrodestra, anche se farebbe meglio a non infierire sugli attuali, declinanti esponenti di un elettorato, quello ex berlusconiano, che intende conquistare.

In un contesto così positivo - in parte offuscato dalla sua solitudine, che lascia intravedere l'ombra di un rischio, il sentore di un eccesso - Presidente, quando trova un po' di tempo, si impegni per mantenere la promessa, che fece a Napoli, il 14 agosto scorso. Lei disse che avrebbe risolto i problemi di Bagnoli, di un'area, cioè, abbandonata all'incuria da 25 anni, quando fallì l'Italsider.

Purtroppo, sinora, non ha nominato il commissario per Bagnoli e neppure è apparsa l'ombra del "soggetto attuatore". A Napoli qualcuno, riadattando le parole del vecchio Celentano, sostiene che lei, Renzi, è rock a Roma, ma lento in Campania e nel Sud, dove gli epocali cambiamenti, sinora, non si sono notati.
Il Sindaco de Magistris, come Beppe Grillo, ha fallito, in un Mezzogiorno che, finita la stagione degli aiuti pubblici, ha bocciato i nuovi, poco credibili, Masanielli.
E, sempre nella regione, governata da Stefano Caldoro, di FI-che ancora ignora il nome del suo sfidante del PD alle regionali- incombe il rischio di dover restituire alla UE oltre 2 miliardi di euro, quasi tutti i fondi stanziati per il porto di Napoli e per altre opere, non realizzate.
Presidente, un suo predecessore a Palazzo Chigi, grintoso e decisionista come lei, Bettino Craxi, sosteneva che, quando non c'è la volontà politica di risolvere un problema, si nomina una commissione. Stavolta, si pensa, erroneamente, di ridare centralità alla questione meridionale, affidando un ministero al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il renziano Delrio-che non è di Benevento ma di Reggio Emilia- o alla catanese donna Anna Finocchiaro.

Non occorrono nuovi carrozzoni, ma  vanno tagliati, drasticamente, i compensi, distribuiti nelle 51 società, controllate dagli enti locali, con ben 38 mila poltrone di nomina politica! Lo sa che, se fossero completate le ben 237 infrastrutture, incompiute, al Sud, si aiuterebbe la ripresa, fermando un grande spreco delle risorse pubbliche ? Perché non promuove una conferenza nazionale per rilanciare il turismo ?
C' è un «Sud alle vongole», come lo avrebbe definito Ennio Flaiano, che va combattuto e sconfitto, in primo luogo dai meridionali onesti e capaci, che devono svegliarsi e ribellarsi contro gli arroganti boss dei poteri illegali.

Le prime risposte, in termini di riduzione degli sprechi, devono venire dagli amministratori. Degli 82 Comuni italiani in disavanzo, ben 42 si trovano nel Sud : 13 in Campania, 9 in Puglia, Calabria e Sicilia, 2 in Basilicata. I soli enti calabresi, campani e siciliani hanno accumulato un disavanzo di circa 100 milioni di euro sui 158 complessivi. E intanto la disoccupazione, in primis quella giovanile, continua a salire.
Lei, Renzi, nominando un ministro per il Sud, non commetta lo stesso errore di quanti, sbagliando, ritengono che, sinora, i problemi del Mezzogiorno non siano stati risolti a causa dell'assenza di una forza radicata nel Sud, con le caratteristiche della Lega Nord. Al contrario, è mancata, e manca, una classe dirigente, non solo in politica, seria, credibile e stimata, a Roma, a Torino e in sede locale.

Caro Presidente, aiuti a crescere, sotto il Garigliano, una nuova e più preparata generazione di politici e amministratori. Non dia spazio, come hanno fatto i suoi predecessori, a notabili, che le assicureranno di avere al seguito  pletore di famigli e clienti, pronti a fare da grancassa alla loro, modesta e senza qualità, attività parlamentare.

E basta con gli sprechi e le ruberie, come quella di Agrigento, dove i consiglieri comunali, in un solo anno, hanno intascato, a titolo di indennità di mandato, 300 mila euro, per presunte 1133 riunioni e commissioni !
Caro Renzi, dica no ai peones, che le promettono tanti voti, ma non sono in grado neppure di conferire con un ministro e si accontentano di essere ricevuti da qualche distratto burocrate.
Premi i meritevoli, i giovani di valore, laureati negli Atenei del Sud, che ci sono,  e mostri il cartellino rosso a quanti, a Roma,  postulano piccole e irrilevanti richieste, scodinzolando nelle anticamere sue e dei suoi collaboratori, in primis della bella e brava donna Maria Elena Boschi e dell'influente Luca Lotti.
 

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