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Politica
Colle, Civati rilancia il nome di Prodi. Zampa: "Si è chiamato fuori"


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


"Il presidente si è già espresso, chiamandosi fuori. E' normale che ci siano persone, come Civati ma non solo, che dimostrano con le parole la stima e l'affetto che hanno per il presidente". La deputata del Pd Sandra Zampa, ex portavoce di Romano Prodi, interpellata da Affaritaliani.it, esclude un interesse per il Quirinale da parte dell'ex premier Romano Prodi dopo che Pippo e Civati e altri esponenti democratici hanno riproposto il suo nome.

CIVATI CANDIDA PRODI - "È necessaria una discussione aperta, prima all'interno dei diversi gruppi parlamentari e poi nel confronto tra questi, nella quale indicare criteri precisi che abbiano una loro oggettivita' (come l'avere ricoperto cariche istituzionali, le relazioni internazionali, ecc.) ai quali far conseguire dei nomi precisi sui quali svolgere il suddetto confronto". Lo scrive Giuseppe Civati, deputato Pd, nella lettera inviata alla segreteria del partito in cui spiega anche di averla scritta perche' non puo' "essere presente alla riunione di stamani". Questo, sottolinea, "era il senso della mia proposta per un 'un candidato NN', che, se tutti non si fossero fermati alla sigla, voleva appunto indicare un candidato che 'non nasce tra quattro mura, ma all'aperto, nell'aula parlamentare e nella societa' italiana, perche' le sappia rappresentare entrambe, con autorevolezza e autonomia (che poi sono la stessa cosa). Un candidato che possa arrivare ai voti necessari, senza essere il candidato di questo o di quello'". Ecco, prosegue Civati, "su questa base io mi sento di proporre al mio gruppo il nome di colui che per tutti noi non puo' che essere il primo riferimento politico, Romano Prodi. Il candidato da cui, a mio avviso, e' necessario ripartire, dopo quanto accaduto nelle votazioni del 2013, ma soprattutto un candidato di centrosinistra che ha pero' saputo sempre confrontarsi con tutte le forze politiche anche nella sua veste di Presidente della Commissione europea". Per Civati si tratta di un candidato "che tiene insieme le caratteristiche del politico con rilevanti competenze tecniche, forte per le sue esperienze istituzionali (Presidenza del Consiglio e della Commissione europea) ed anzi molto piu' identificabile come uomo delle istituzioni che di partito, come giustamente chiedono anche altre forze politiche e, infine, indubbiamente dotato di una grande esperienza e un grande apprezzamento internazionale". E chiude con un post scriptum: "Siccome leggo di qualcuno che fa polemica con me per la mia assenza, segnalo che le ragioni sono familiari e delicate, almeno per me. Cerchiamo di non dire sciocchezze e rispondiamo nel merito".

Nella parte iniziale della lettera inviata alal segreteria del partito, Civati scrive: "Vorrei condividere con voi tutti alcune brevi considerazioni, che avrei voluto svolgere di persona. Le elezioni del Presidente della Repubblica non sono mai state facili (con la sola eccezione di Cossiga, nel 1985 e di Ciampi, nel 1999) e soprattutto, nonostante si tratti della dodicesima volta in cui il Parlamento in seduta comune integrato dai delegati regionali si appresta a eleggere il presidente, non e' mai stato trovato un metodo, neppure in via di prassi, come invece e' accaduto per altri passaggi che la Costituzione non regola nel dettaglio". Certamente, aggiunge, "fino ad ora e' mancato un metodo chiaro e trasparente, capace di rendere intellegibile la scelta all'esterno, ai cittadini rappresentati dai mille grandi elettori. Ecco che quindi questa volta, per me, deve rappresentare l'occasione per rimediare almeno a questo, perche', in un momento di grande sfiducia dei cittadini nelle istituzioni, occorre seguire un percorso di trasparenza da cui conseguirebbe - credo - anche una maggiore rapidita' della scelta". "Anche se fino ad ora- dice ancora- e' stata sempre esclusa una vera e propria discussione da parte dello stesso Parlamento in seduta comune integrato dai delegati regionali, che pure alcuni hanno auspicato (i radicali nel '78 lo chiesero espressamente) e auspicano, credo che i partiti politici dovrebbero comunque cercare di recuperare un modo di procedere trasparente".

GUERINI FREDDO SU PRODI - Il Pd annuncera' il nome candidato alla Presidenza della Repubblica prima di sabato. Lo ha detto il vice segretario del Pd, Lorenzo Guerini, ai giornalisti che in Senato gli domandavano se non fosse troppo tardi fare il nome del Pd per il Colle sabato. "No - ha detto - il nome lo faremo prima". Guerini si e' detto "assolutamente certo della lealta' di tutto il Pd e non penso ci saranno imboscate". Sul nome di Romano Prodi proposto da Pippo Civati, Guerini ha risposto: "Civati ha fatto una proposta come possono essercene altre".

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