“Se Luigi Di Maio mi spiega chi sistema le scuole e le strade andiamo d’amore e d’accordo. Poi i Cinque Stelle si mettano d’accordo con se stessi, perche’ altri viceministri dei 5 Stelle stanno lavorando per dare forza alle province“.
Nuova stoccata del ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini a Luigi Di Maio, al suo arrivo a Palazzolo Milanese, frazione di Paderno Dugnano (Milano), per un comizio a sostegno del candidato sindaco Gianluca Bogani. Quella sulle province “e’ un’ennesima situazione in cui i 5 Stelle devono decidere tra si’ no e forse”, ha aggiunto Salvini.
La stoccata arriva subito dopo l’intervista rilasciata alla Stampa in cui il leader del Carroccio aveva spiegato che “il percorso sulle Province, che ora non sono ne’ carne ne’ pesce, e’ stato deciso insieme. Il problema e’ che cambiano idea troppo spesso. Non solo in questo caso, ma anche sulla flat tax, sull’immigrazione o sulle autonomie. Non si puo’ dire contemporaneamente si’, no e forse. Se poi Di Maio ha un modo per sistemare scuole e strade senza enti intermedi sono pronto ad ascoltarlo. Pero’ mi secca lavorare settimane per scoprire che hanno una nuova opinione”, aveva spiegato Salvini.
“Le seccature cominciano a essere troppe“, si era sfogato il ministro dell’Interno, che tuttavia assicura di non voler tornare al voto: “Ho giurato il primo giugno. Ho fatto delle promesse agli italiani e intendo mantenerle. Certo, per andare avanti bisogna essere d’accordo in due“. Quanto a presunte ambizioni da premier, “quello che faccio mi piace moltissimo. Non capisco perche’ Conte alluda a qualcosa di diverso”.
Salvini era anche tornato sul caso Siri: “Non mi basta certo un pezzo di intercettazione estrapolato da un verbale per dire che Siri ha delle responsabilita’ in questa storia. Me lo deve dire un giudice. Non i giornali”, dichiara. Quanto al premier Conte, “faceva l’avvocato, non il giudice. Mi rifiuto di vivere in un paese con 60 milioni di presunti colpevoli. Stanno trattando Siri come il mostro di Firenze, quando nei suoi confronti – sottolinea – non esiste un solo atto concreto. Se Conte me ne presenta uno sono disposto a discuterne”.
In merito ai 23 miliardi necessari per scongiurare l’aumento dell’Iva, Salvini si era detto “serenissimo. Perche’ credo il 27 maggio l’Europa cambiera’ approccio. Lo sanno anche la Merkel e Macron, i finlandesi o gli spagnoli che domani (oggi, ndr) vanno a votare. La politica europea va rivista interamente. Vedrete che dopo le elezioni nessuno ci verra’ a chiedere 23 miliardi”. Sulla legittima difesa, il vicepremier aveva definito “giusti” i rilievi del Presidente Sergio Mattarella sul grave turbamento.
Quanto al primo caso dopo la legge, avvenuto a Monterotondo, alle porte di Roma, con il ferimento di un presunto ladro minorenne, “se entri in casa mia per rubare sei fuori posto. Che tu abbia 16 anni o 36. La legittima difesa e’ una legge di civilta’”, aveva commentato. Nell’intervista Salvini aveva ammesso di non aver mantenuto la promessa sul taglio delle accise sulla benzina, “ma non potevo immaginare che ci sarebbe stata questa maggioranza, di cui pure vado orgoglioso. Ora stiamo valutando un intervento con tre scaglioni diversi e presto daremo un segnale“.
Il leader della Lega aveva smentito infine di aver cancellato Di Maio dalle persone seguite su Instagram: “E’ surreale. Non l’ho mai avuto su Instagram, dunque non avrei potuto cancellarlo. Seguo pochissimi politici, e tutti della Lega. E poi la D’Urso, la Hunzicker, il Milan, Vasco e i Nomadi”.


