Da che mondo è mondo il potere e chi lo contrasta si caratterizzano per forme di paranoia e schizofrenia con lo stesso meccanismo psicanalitico per cui i confini tra carnefice e vittima sono incerti.
Uno dei rischi maggiori di una vera democrazia, come quella italiana, viste anche le caratteristiche degli italiani, riguarda il consenso – in gran parte fine a se stesso – come nasce, si alimenta, viene gestito e indotto.
Dubitare. Difficile distinguere tra la vera critica al potere e quella che in realtà lo asseconda. Meccanismo evidente nelle vignette satiriche che rappresentano il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, come un gigante.
Sicuramente il dissenso, come quello interno alla minoranza del Pd, di cui si lamenta il premier (“Faccio le riunioni? Troppo poco. Non le faccio? Vuol dire che decido da solo”), manifestato per esempio da Pier Luigi Bersani, è conseguenza di una sorta di cattività, per cui certi attacchi possono apparire disordinati, per altri versi disperati e sentimentali.
Si può criticare il presidente del Consiglio quando afferma che il Presidente della Camera, Laura Boldrini, esca dal proprio perimetro istituzionale. Se è vero che quel ruolo è super partes, tuttavia dovrebbero prevalere la libertà di coscienza, critica ed espressione.
Ernesto Vergani

