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Politica


 

napolitano 500Giorgio Napolitano

Parla Pasquale Cascella, fino ad una settimana fa portavoce del Quirinale: "Napolitano non restera' sette anni, no. Il tempo di vedere le riforme avviate e poi lascera'. Tre anni? Speriamo molto prima", rivela a "La Zanzara" su Radio 24, prendendosi una pausa nella campagna elettorale che lo vede correre per la carica di sindaco di Barletta. Inoltre "non ha mai pensato ad essere rieletto altrimenti io non mi sarei candidato sindaco a Barletta". "Quello di Napolitano - dice Cascella - e' stato un rinnovo funzionale, si e' dato una missione e una funzione. Il tempo per fare uscire il paese da una transizione che rischiava di essere infinita, avviando riforme serie che sono una palla al piede dello sviluppo e della crescita. Comunque fisicamente sta bene, lo si vede, le apparizioni pubbliche non mancano". Secondo Cascella "Napolitano quando ha accettato la ricandidatura ha detto 'non puo' essere solo una mia responsabilita''.  Il governissimo e' uno stato di necessita', anche se una democrazia si regge sull'alternanza". "Il presidente - racconta Cascella - aveva gia' in mano le chiavi del suo ufficio al Senato, aveva gia' spostato libri, fotografie e quadri". "Quello tra Pd e Pdl - prosegue - non e' un matrimonio, e' una 'convivenza temporanea'. Berlusconi e' una personalita' politica votata dagli italiani, questo non possiamo dimenticarlo, ha piena legittimita' data dagli elettori. Ineleggibile? Dovrebbe decidere il Parlamento e Berlusconi e' parlamentare dal 1994...". "Io tifavo per l'alleanza tra forze progressiste e moderate - dice ancora Cascella - quella che sarebbe servita a vincere le elezioni con Bersani. Ora il governo Pd-Pdl risponde anche a un bisogno nel Paese di due schieramenti che si devono mettere alla prova". Cascella ha anche raccontato il retroscena del recente scherzo fatto da una radio privata al "saggio" ed ex presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida.

"Quando lo scherzo e' stato reso noto la prima reazione di Onida fu: almeno io non posso uccidermi come l'infermiera inglese. Poi disse al Presidente che voleva dimettersi, ma lui lo fermo' sostenendo di non dare troppa importanza alla cosa, che sempre di uno scherzo si trattava. Vi stava dando quasi ragione". "Lo scherzo non mi e' mai piaciuto - dice Cascella - perche' era un momento molto delicato. Meglio scherzare con i fanti ma lasciare stare i santi. Onida aveva una particolare funzione, poi ha continuato a lavorare portando a termine il suo compito e quelle cose adesso serviranno. Napolitano? Ero molto piu' agitato io, il Presidente reagi' con freddezza. Parlo' con Onida che voleva dimettersi, poi con Quagliariello invitando a non dare valore alla cosa, a considerarlo uno scherzo".

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