La capogruppo alla Camera Nunzia De Girolamo ha aggiunto: "Vogliamo un moderato, non il solito comunista" (in realtà Giorgio Napolitano è stato finora l'unico Capo dello Stato che veniva dalla storia del Partito comunista italiano, ndr. - video).

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Poi a seguire alle 11 Misto-Maie-Api, alle 11.30 Psi, alle 12 Svp-Patt-Union Valdotaine, alle 12.30 la Lega Nord,
alle 13.15 Idv, alle 13.45 Fdi-An, alle 14.15 Gal, ultimo appuntamento prima di una "pausa", per permettere a deputati e senatori di partecipare al voto in Aula su riforme costituzionali e legge elettorale. Si riprenderà alle 19 con Forza Italia, alle 19.45 con i Popolari per l'Italia e si chiuderà alle 20.15 con Sinistra ecologia libertà. Poi alle 21, come detto, il segretario del Pd incontrerà i fuoriusciti del M5s.

 

Cartello Salvini-Meloni. Il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, prima ancora di varcare la soglia della sede del Pd ha chiarito la sua linea: "Votiamo il nostro nome dalla prima votazione. Purtroppo ha la sfiga di non essere di sinistra". Poi, appena uscito ha dichiarato: "Gli abbiamo detto che non vorremmo Prodi e Amato" e ha annunciato poi la proposta di un candidato comune con Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni.

 

Sorprendenti, invece gli autonomisti del Trentino (Südtiroler Volkspartei, Unione per il Trentino), disponibili a votare per Anna Finocchiaro, Sergio Mattarella e Graziano Delrio.

Domattina Renzi vedrà alle 8 i suoi deputati e alle 9.30 i senatori per fare un punto sulle consultazioni. Mercoledì probabilmente una pausa di riflessione. Poi giovedì mattina, a poche ore dal primo voto, Renzi riunirà l'assemblea dei grandi elettori Pd (deputati, senatori e delegati regionali). L'incontro dovrebbe tenersi in un centro congressi nel cuore di Roma, in via Alibert. In quella occasione potrebbe essere confermata l'indicazione della scheda bianca nei primi scrutini.

La prima votazione per il nuovo presidente della Repubblica si svolgerà giovedì 29 gennaio alle 15. La seconda e la terza rispettivamente venerdì mattina e pomeriggio. La quarta, con ogni probabilità, si terrà sabato mattina, quando l'abbassarsi del quorum potrebbe favorire la fumata bianca. Se nessun nome avrà la maggioranza assoluta, un nuovo voto potrebbe svolgersi sabato pomeriggio o si potrebbe decidere per una pausa e riconvocare i grandi elettori lunedì 2 febbraio.

Quanto al totonomi, oggi il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, alla domanda posta da Sky se si senta lusingato ad essere indicato come possibile successore al Colle, ha risposto:"Sono il ministro dell'Economia ed ho tanto da fare".

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Politica


Silvio Berlusconi non va alle consultazioni al Nazareno con Matteo Renzi sul nome del futuro inquilino del Colle e manda solo i suoi capigruppo di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani. Non si tratta di una rottura, l'ex Cavaliere vuole incontrare il premier da solo, giovedì, in un faccia a faccia decisivo. Di certo per ora si sa che il successore di Giorgio Napolitano non sarà un tecnico, ma un politico, come hanno convenuto insieme Renzi e Angelino Alfano, a capo della delegazione Ncd incontrata in mattinata.

Consultazioni all'inverso quelle per l'elezione del presidente della Repubblica dell'era Renzi: solitamente i gruppi parlamentari vanno dal Capo dello Stato per 'scegliere' il premier. Stavolta le delegazioni sono andate dal presidente del Consiglio, in veste di segretario Pd, per trovare un accordo sul nome del nuovo inquilino del Quirinale, la partita chiave di questo inizio 2015, che si intreccia con le riforme istituzionali (in discussione alla Camera) e la nuova legge elettorale (oggi il via libera al Senato).

Il premier punterà su un nome solo, annunciato probabilmente giovedì, ma da votare solo alla quarta votazione, che si terrà sabato mattina. Un nome che possa convogliare su di sé i 505 voti necessari ma che - teme Renzi -non avrebbe la maggioranza di due terzi richiesta dai primi tre voti. Per questo l'ordine di scuderia è quello di votare scheda bianca ai primi tre scrutini, imput dato anche da Forza Italia ai suoi delegati.

Unico assente oggi al Nazareno è il M5s, che ha respinto al mittente l'invito, mentre Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog le risposte di alcuni parlamentari Pd sul nome da proporre al Colle. E questa mattina altri 10 grillini, 'dissidenti storici' del Movimento, hanno ufficializzato questa mattina il loro addio.

Presenti anche gli ex parlamentari del Movimento 5 Stelle. La loro posizione è stata spiegata dal coordinatore Fabrizio Bocchino: "Diciamo no a un fan del patto del Nazareno - ha spiegato il coordinatore Fabrizio Bocchino - vogliamo puntare alla più ampia convergenza possibile in discontinuità con il passato". All'incontro prenderanno parte anche i dieci nuovi fuoriusciti, invitati dal premier attraverso il presidente del Pd Matteo Orfini.

I primi ad affacciarsi al Nazareno sono stati i delegati di Per L'italia Centro democratico e Scelta civica guidati dal ministro dell'istruzione, Stefania Giannini, sono iniziati gli incontri. Della prima delegazione a colloquio con il presidente del Consiglio, anche Lorenzo Dellai, capogruppo alla Camera di Pi-Cd, Bruno Tabaccim cofondatore di Cd, Gianluca Susta, capogruppo di Sc al Senato, Andrea Mazziotti di Celso, capogruppo di Sc alla Camera. "C'è stato un confronto sui principi di merito per l'individuazione di un profilo alto, noi riteniamo che la figura di un politico sia una garanzia importante in tal senso", ha detto il ministro per l'Istruzione Stefania Giannini al termine dell'incontro.

Alle 10.15 è stato il turno di Area Popolare (Ncd-Udc). Al termine dell'incontro il leader di Ncd Angelino Alfano ha dichiarato: "Scheda bianca nelle prime tre votazioni". E ha aggiunto: "In modo molto chiaro abbiamo chiesto che il prossimo presidente della Repubblica sia un politico che abbia militato nelle istituzioni, abbia rapporti internazionali e sia un politico. Non è il momento per un tecnico al Quirinale". Un profilo, quello delineato dal ministro dell'Interno, che ha incontrato il favore di Renzi.

 

La capogruppo alla Camera Nunzia De Girolamo ha aggiunto: "Vogliamo un moderato, non il solito comunista" (in realtà Giorgio Napolitano è stato finora l'unico Capo dello Stato che veniva dalla storia del Partito comunista italiano, ndr. - video).

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