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Politica
Amato il Colle e urne a maggio. Il patto segreto Renzi-Berlusconi


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Siamo proprio sicuri che Matteo Renzi voglia arrivare fino al 2018? Siamo proprio sicuri che invece non voglia andare alle urne a maggio, insieme alle Regionali? In Parlamento, e non solo, circola tra i deputati e i senatori di maggioranza e di opposizione l'indiscrezione sempre più forte che il premier in realtà voglia tornare alle urne nel giro di pochi mesi. Non solo, questo sarebbe anche uno degli aspetti del rinnovato patto del Nazareno con Silvio Berlusconi.

La clausola affinché l'Italicum entri in vigore non prima del 2016 sarebbe facilmente superabile in caso di crisi di governo e quindi si tratterebbe di una formalità facilmente superabile. Renzi - dicono le malelingue - è preoccupato per il continuo calo della fiducia nei suoi confronti e per la discesa del Pd. E vorrebbe andare al voto prima che sia troppo tardi. E soprattutto prima che nel Def (Documento di Economia e Finanza) di giugno certifichi l'aumento dell'Iva al 25,5% dal primo gennaio 2016. Cosa che viene data praticamente per certa visto che trovare 15 miliardi di euro di risparmi, come prevede la Legge di Stabilità, pare proprio impossibile. E' chiaro che un aumento della tassazione sui consumi potrebbe fortemente penalizzare l'immagine del Partito Democratico che rischierebbe di perdere ulteriore terreno.

Ed è per questo che il premier vorrebbe andare alle urne prima del Def, quindi a maggio con le Regionali. E' evidente che per fare questo serva un presidente della Repubblica disposto a sciogliere le Camere rapidamente. E il nome potrebbe proprio essere quello di Giuliano Amato, anche se il timore è che molti parlamentari, di tutti i partiti, con la preoccupazione di non essere ricandidati scelgano di scrivere un altro nome del segreto dell'urna proprio per evitare di eleggere il Dottor Sottile, non tanto perché malvisto ma in quanto possibile liquidatore della legislatura come vorrebbe il segretario dem.

E' chiaro che la scelta dell'ex Cavaliere di dire sì al premio alla lista e non alla coalizione cela la scelta neanche troppo velata di Berlusconi di puntare su Renzi, considerando l'appoggio dei figli e dei vertici di Mediaset e Fininvest all'attuale esecutivo. Impossibile infatti formare un listone unico tra i moderati di Forza Italia e dell'Ncd e la Lega di Salvini. In sostanza, se fossero veri questi rumor, l'idea sarebbe quella di eleggere Amato per poi provocare una crisi con una delle tante rotturE con la minoranza Pd andando alle urne a maggio con l'Italicum e il premio alla lista fatto quasi su misura per Renzi e il suo Pd.

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