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Politica
Quirinale-Nazareno, lite Silvio-Pd. Poi Toti su Affari chiude il caso


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Giovanni Toti, consigliere politico di Forza Italia, intervistato da Affaritaliani.it, precisa le parole di Silvio Berlusconi sul Patto del Nazareno e il Quirinale, dopo la levata di scudi del Pd. "Credo che Berlusconi abbia detto una cosa naturale e assolutamente logica: in un clima di condivisione e di confronto, come quello esistente sulle riforme istituzionali e sulla legge elettorale, è del tutto ovvio che debba esserci un dialogo ampio e una scelta condivisa anche sul più importante ruolo istituzionale, che è quello del presidente della Repubblica".

"D'altra parte - prosegue Toti - è la stessa Carta che, prevedendo maggioranze qualificate per la sua elezione, vuole che il Capo dello Stato sia rappresentativo del più ampio spettro possibile delle forze politiche. Apparirebbe strano che mentre si discute insieme di come cambiare l'architettura del nostro Stato e si discute insieme cercando soluzioni condivise sulla legge elettorale, qualcuno pensasse invece di procedere diversamente con l'elezione di colui che deve rappresentare tutti i cittadini italiani, dal primo all'ultimo. Quindi ritengo che il dialogo e la condivisione sul nuovo presidente della Repubblica facciano senza dubbio parte di quello spirito, chiamiamolo così del Nazareno, che altro non vuol dire che la ricerca di soluzioni ritenute buone da tutti per le scelte fondamentali del nostro Stato".

"Non è solo nel Patto del Nazareno, di più: è nella Costituzione italiana che dice che bisogna trovare una maggioranza la più ampia possibile per eleggere il Capo dello Stato". Così Daniela Santanchè (Forza Italia), interpellata da Affaritaliani.it, replica a Guerini e Serracchiani che smentiscono Berlusconi sul Quirinale nel Patto del Nazareno. "Questi del Pd sono anche ignoranti sulla Costituzione italiana. Berlusconi e Renzi sono obbligati dalla Carta a trovare un accordo". Prodi presidente della Repubblica? "Non tocca a me dirlo ma non lo voteri". E Veltroni? "Nemmeno". "Ma più che di nomi a me interessano i principi di questa scelta. Non è che 148 parlamentari dichiarati dalla Corte illegittimi e la sinistra che ha vinto le elezioni con lo 0,0, quindi prefisso telefonico, possono eleggere con arroganza il loro Presidente. Sarebbe un altro golpe".

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