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Ok all’Italicum, poi lascia. Ecco il piano di Napolitano

Ok all’Italicum, poi lascia. Ecco il piano di Napolitano
Napolitano
ESCLUSIVO – Il Capo dello Stato – secondo quanto Affaritaliani.it ha appreso da fonti qualificate del Pd – ha spiegato al premier la sua intenzione di dimettersi non prima dell’ok del Senato alla nuova legge elettorale, previsto per gennaio. Napolitano vuole essere sicuro che anche in caso di interruzione anticipata della legislatura il Paese non vada alle urne con due sistemi differenti per Montecitorio e Palazzo Madama. Una garanzia per il suo successore. I dettagli

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

Quali sono le vere intenzioni di Giorgio Napolitano? Che cosa ha detto il presidente della Repubblica a Matteo Renzi nel faccia a faccia al Quirinale sulle riforme? Secondo quanto Affaritaliani.it ha appreso da fonti qualificate del Pd vicine al premier, il Capo dello Stato avrebbe assicurato che le sue dimissioni non arriveranno prima del via libera del Senato alla legge elettorale. E l’Italiacum dovrebbe essere approvato da Palazzo Madama entro la fine di gennaio, ma con una clausola alla quale Napolitano tiene particolarmente e cioè che in caso di elezioni politiche anticipate i cittadini non dovranno votare con due leggi elettorali differenti. In sostanza, l’Italicum, modificato rispetto alla Camera (quindi dovrà poi tornare per la terza e ultima volta a Montecitorio), sarà una legge che in teoria varrà solo per la Camera – vista la trasformazione del Senato e la fine del bicameralismo perfetto prevista nel ddl Boschi sulle riforme istituzionali – ma che comunque verrebbe applicata anche al Senato nel caso di interruzione della legislatura prima del via libera delle riforme costituzionali. Napolitano – come spiegano bene le fonti vicine al Pd – vuole lasciare al suo successore un quadro più chiaro e la possibilità di mandare il Paese alle urne, in caso di crisi, con una legge che possa garantire la governabilità in entrambi i rami del Parlamento. Ecco perché il premier ha parlato di una accelerazione e Berlusconi sarebbe d’accordo con Renzi perché l’ok all’Italicum in tempi rapidi prevede anche l’estensione del Patto del Nazareno alla scelta del nuovo Capo dello Stato.