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Quirinale, “dimaiani” dietro i voti a Mattarella. Obiettivo rilanciare Draghi

Quirinale, Salvini esclude il bis di Mattarella

Quirinale, “dimaiani” dietro i voti a Mattarella. Obiettivo rilanciare Draghi
Luigi di Maio Sergio Mattarella
166 voti per Sergio Mattarella al quarto scrutinio sono tantissimi, in crescita rispetto a quelli ottenuti nella terza votazione. E nei conciliaboli in Transatlantico diversi parlamentari ‘dimaiani’ ammettono di aver votato per il presidente della Repubblica uscente. A…

 

Quirinale, i pentastellati “ribelli” chiedono di fare in fretta a trovare una soluzione

166 voti per Sergio Mattarella al quarto scrutinio sono tantissimi, in crescita rispetto a quelli ottenuti nella terza votazione. E nei conciliaboli in Transatlantico diversi parlamentari ‘dimaiani’, conversando con l’Adnkronos, ammettono di aver votato per il presidente della Repubblica uscente. A questi si aggiunge il gruppo dei senatori “ribelli M5S”, sempre più vicini al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che già ieri avevano votato l’attuale Capo dello Stato. I segnali sono chiarissimi: in primo luogo è uno schiaffo a Giuseppe Conte, che non controlla la maggioranza dei suoi grandi elettori.

In secondo luogo i pentastellati “ribelli” chiedono di fare in fretta a trovare una soluzione. E, in particolare, quei 166 voti potenzialmente dimostrano che la pattuglia di ‘dimaiani’ è molto nutrita. E tutti sanno che il titolare della Farnesina è il primo sponsor, insieme a Giancarlo Giorgetti nella Lega, del trasloco di Mario Draghi da Palazzo Chigi al Quirinale. Resta però la posizione, oltre che di Conte, anche di Matteo Salvini e di Forza Italia, contraria all’elezione del premier al Quirinale.

Il Mattarella bis, spiegano fonti parlamentari, ci sarebbe soltanto se tutte le forze politiche (Fratelli d’Italia compresa) andassero dal Capo dello Stato a chiedergli di accettare la rielezione, ma chi ha parlato oggi con Salvini assicura che per il leader del Carroccio non è questa la strada verso la quale si sta andando. Rimane in campo l’ipotesi Pierferdinando Casini, che piace ai renziani (sicuri che verrà eletto domani), a Forza Italia-Udc, è tutto sommato accettabile dal Pd, ha l’ok di una fetta dei 5 Stelle ma c’è lo scoglio Salvini-Meloni. Il segretario leghista non può dare il via libera vista la ferma contrarietà di Fratelli d’Italia. 

 

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