Roma, Raggi, Rom: tre “erre” che rischiano di produrre nuove tensioni e decisioni che preoccupano i cittadini.
La Raggi ha infatti affermato che i campi Rom nella Capitale devono chiudersi entro il 31 gennaio 2017 e questo naturalmente prevede che il Comune stesso e cioè la comunità si debbano prendere carico di risistemare i Rom.
L’ipotesi che gira da tempo ma che è stata senza dubbio catalizzata dai tragici fatti della rapina e dell’investimento ferroviario della ragazza cinese scippata dai Rom del campo di via Salviati è che gli siano assegnate case più o meno popolari e questa decisione non incontrerebbe il favore della popolazione per vari motivi.
Il primo è che vi sono delle graduatorie da rispettare e qualsiasi superamento delle stesse tramite “corsie preferenziali” (magari via normative europee) verrebbe ad acuire lo stato di tensione che nelle degradate periferie è già un problema storico.
Poi l’integrazione sarebbe un ulteriore prova per i residenti che già hanno mille problemi da affrontare quali la disoccupazione, lo spaccio, la tossicodipendenza e la delinquenza.
Poiché la Sindaca ci ha abituato a repentine quanto improvvide decisioni -ha già fatto un’apposita determina- è meglio cominciare a parlarne subito prima di trovarsi di fronte al fatto compiuto.
