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Politica

"Questa lettera conferma che purtroppo, all'epoca, le impressioni erano giuste: i comportamenti erano segnati da una strategia affinata e da una contiguita' imbarazzante e improponibile tra l'azienda di servizio pubblico e il governo". Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Rai, commentando la notizia della lettera inviata nel 2010 dal consigliere Rai Antonio Verro a Silvio Berlusconi, allora presidente del Consiglio. "Non esiste lo statuto della sfiducia, ma credo che, per molto meno, chiunque altro si sarebbe dimesso - prosegue Peluffo - Sento questa vicenda sulla pelle perche' l'ho vissuta dall'interno e oggi dimostra ancora di piu' quanto sia urgente la riforma dei meccanismi di nomina dei vertici aziendali e quanto sia importante l'impegno del presidente del Consiglio di intervenire sulla materia", conclude l'esponente Pd.

"Caso Verro: migliore risposta di Gubitosi e Tarantola, per interesse informazione e giustizia, sarebbe proporre a Santoro rientro in Rai". Lo scrive su Twitter Michele Anzaldi, deputato Pd e segretario della Commissione di Vigilanza Rai, dopo la pubblicazione su Il Fatto Quotidiano della lettera inviata da Antonio Verro nel 2010 all'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "Il Fatto Quotidiano oggi pubblica una lettera, datata agosto 2010, che sarebbe stata indirizzata dal consigliere di amministrazione della Rai Antonio Verro, attualmente in carica, all'allora premier Silvio Berlusconi. Nella missiva si segnalavano programmi ritenuti "antigovernativi" a cui occorreva "mettere paletti" o che dovevano essere sottoposti a "strettoie organizzative".

Se la lettera fosse vera, e' chiaro che ci troveremmo di fronte a un comportamento totalmente incompatibile con il ruolo di consigliere Rai, che avrebbe il dovere di operare perseguendo l'interesse dei cittadini e dell'azienda, e non di una forza politica o del primo ministro". Cosi' su Facebook il presidente della commissione Vigilanza Rai, Roberto Fico (M5S).  "Il filo che lega la politica alla principale industria culturale e informativa italiana va spezzato - sostiene - su questo, come sapete, stiamo lavorando e a breve presenteremo la proposta di legge del M5S di riforma della governance Rai: vertici scelti sulla base di meriti, competenza e indipendenza. La lottizzazione dovra' essere solo un brutto ricordo. I partiti hanno per anni occupato la tv pubblica. E' scritto nella storia del nostro paese. Ma e' una storia che cambieremo perche' non si ripeta piu' quanto successo gia' in passato, con la pronuncia di quell'editto bulgaro che allontano' dagli schermi della televisione pubblica uno dei migliori giornalisti italiani: Enzo Biagi".

A difendere l'operato di Verro, però, è il Mattinale, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia alla Camera (il cui presidente è Renato Brunetta), che parla di "collaudatissimo atteggiamento intimidatorio" che "il Fatto solleva con accurata tempestività, un polverone di sola fuffa a pochi giorni dal voto del cda Rai, con il disperato intento di screditare l'operato del consigliere Verro, la cui unica colpa è non essersi uniformato alla linea principale dei vertici aziendali, ma di aver avuto il coraggio di remare contro lo smantellamento dell'informazione Rai. Beh, allora chapeau a Verro".

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