“Abbiamo messo mano a problemi che trovavano radici in distorsioni iniziate 30 o 40 anni fa, è comprensibile che quattro anni non siano sufficienti a portare a termine il processo, anche perché in questa legislatura abbiamo dovuto risanare i conti, devastati da politiche folli come il superbonus, triste eredità di Pd-M5S. Ma rivendichiamo con orgoglio di aver tenuto la barra dritta in quella che poteva essere la tempesta perfetta, tra conflitti internazionali, pressione migratoria in costante crescita, shock energetici ed economici, catastrofi naturali, un quadro globale sempre più instabile. In questo contesto la stabilità del governo Meloni è un valore ancora più prezioso. Non è il record di durata che ci interessa: la stabilità di questo governo è un successo per tutta la Nazione e non per una sola parte politica”. Lo afferma Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di Fdi, in un’intervista a ‘Il Giornale’.
“Stabilità significa certezza economica, significa poter programmare, lavorare per dare risposte ai cittadini, alle famiglie e alle imprese oggi e domani. E significa portare una voce più autorevole ai tavoli internazionali – continua – Lo abbiamo visto succedere in questi anni: l’Italia si è ripresa il posto e il ruolo che merita sullo scacchiere internazionale. E ha fatto la differenza. Porto un esempio per tutti: il sostegno all’Ucraina che abbiamo portato avanti con determinazione. Ma potrei parlare di politiche migratorie: le nostre politiche oggi sono le proposte dell’Europa, molti Paesi ci seguono sulla difesa dei confini, sugli accordi con i Paesi di origine e sui rimpatri. Scelte coraggiose a lungo osteggiate in Italia dalla sinistra e da una parte della magistratura”.
Arianna Meloni ha ricordato le parole della premier all’evento per il record di longevità dell’esecutivo: “Ieri Giorgia Meloni lo ha detto bene dal palco: la stabilità è la prima grande riforma portata a termine da questo governo. Ma non è l’unica”, ha continuato citando, tra l’altro, il fatto che “il governo Meloni, guidato da una donna di destra, è stato il primo a introdurre una normativa sul salario giusto, dopo anni di chiacchiere della sinistra su un salario minimo che si è dimostrato, proprio in Puglia, non solo fallimentare ma anche deleterio per i lavoratori”.
Quanto all’opposizione “la sinistra attraversa una pesante ed evidente crisi di identità. Dopo Ceuta anche l’ultimo idolo a cui si erano aggrappati, Pedro Sánchez, ha smesso di brillare. E adesso scricchiola pure la cultura woke – aggiunge – Potrebbero provare a uscire dalla Ztl, forse sarebbe utile a partorire qualche proposta più concreta per i cittadini”. E sul dibattito a sinistra in vista delle prossime elezioni conclude: “L’unica cosa su cui si intendono a sinistra è mandare a casa la Meloni. E considerando che abbiamo appena superato il record di longevità non mi pare che l’intesa abbia portato grandi risultati”.


