‘Onestà onestà ma coi soldi de papà’ dove papà dovrebbe essere lo Stato sotto la spinta del covincitore delle elezioni di qualche giorno fa. Quel Movimento 5 Stelle che al Sud ha preso una valanga di voti facendo del reddito di cittadinanza il suo cavallo di battaglia.
I media molto spesso cambiano il modo di pensare della gente e soprattutto, a volte, mandano messaggi che possono essere male interpretati,soprattutto da chi li vuole adattare alle proprie esigenze.
E si può immaginare che effetto deve avere fatto la promessa di soldi a pioggia su persone in sofferenza che hanno come unico obiettivo quello della sopravvivenza economica.
Su questa platea il reddito di cittadinanza è suonato come un referendum da vincere a tutti i costi.
Un po’ come la Brexit. Si è votato con la pancia e, come diceva Gianna Nannini ai Mondiali di calcio del 1990, ’ notti magiche sognando un goal’. Là si sognava un goal, qui si sognava un reddito.
Già in coda per richiedere il reddito di cittadinanza
A voler ben guardare nel programma pentastellato non vi era la promessa del reddito di cittadinanza ma l’idea ‘di fare una riforma che avrebbe posto le basi per permettere il reddito di cittadinanza’. Un meraviglioso slalom linguistico permesso dall’italiano.
Ma gli italiani, non hanno scherzato con il voto, e hanno fatto presente di volere risposte certe e, possibilmente, immediate.
Così come immediata è stata la voglia di veder realizzate le promesse che, subito dopo il voto, si sono presentati in qualche Comune pugliese, Bari compresa, ai Caf locali per chiedere i moduli per ricevere il reddito tanto promesso in campagna elettorale.
Non una valanga di persone ma sicuramente un trend che potrebbe crescere.
E se adesso questo benedetto reddito non si presenterà all’appello la valanga di voti potrebbe ben presto tradursi in una valanga di pubbliche proteste.
Quello che ormai tutti, ma proprio tutti i partiti hanno capito che una cosa non si può assolutamente più fare: tradire gli elettori.
Governo: pericoloso tradire gli elettori sulle promesse primarie
L’esempio del Pd su questo lato ne è un esempio illuminante.
Sono stati puniti i Governi Monti, Letta e Renzi che più o meno hanno fatto inciuci ma soprattutto non hanno dato risposte esaustive alle due domande chiave degli italiani sul lavoro e la sicurezza.
Nessuno vorrebbe essere nei panni di Luigi Di Maio quando non potrà confermare la madre di tutte le promesse ( male interpretata ) che gli ha portato tanti consensi.
Ora i due vincitori affermano di non volere alleanze ma solo convergenze sui programmi. Ed allora che tipo di Governo si potrebbe immaginare? Si potrebbe andare, forse, verso un Governo di minoranza.
Nel ’76 l’Italia lo sperimento’ con Giulio Andreotti e nell’83 si ripeté l’esperimento con Bettino Craxi che, con solo il 12% di consensi, guidò il paese per tutta la legislatura.
Difficile ma non impossibile, soprattutto per il Centrodestra, più favorito dai numeri.
Ed allora perché no?
Con un’unica differenza, ai grillini serve l’adesione di tutto il Pd mentre al Centrodestra basterebbe solo l’astensione.
Non un dettaglio da poco.
Potrebbe essere questa la strada?
Gli italiani lo scopriranno ’solo vivendo’. Probabilmente dopo le elezioni dei due presidenti di Camera e Senato, al 23 marzo.

