Giorgia Meloni esclude una rottura diplomatica con l’Egitto dopo la sentenza di primo grado sul caso Giulio Regeni. La presidente del Consiglio ritiene che interrompere i rapporti con il Cairo non favorirebbe la ricerca della verità e ricorda la decisione del governo Gentiloni di ripristinare la presenza dell’ambasciatore italiano in Egitto nel 2017.
La premier richiama Gentiloni e ribadisce la scelta di mantenere aperto il canale con il Cairo
Giorgia Meloni ha inaugurato questa mattina a Genova la 66ª edizione del Salone Nautico Internazionale, tagliando il nastro insieme al presidente di Confindustria Nautica Piero Formenti e al presidente della Regione Liguria Marco Bucci. Uscendo dalla manifestazione, la premier è intervenuta sulla sentenza per il caso Giulio Regeni.
La Corte d’Assise di Roma ha condannato tre funzionari egiziani a dieci anni per il sequestro di Regeni e assolto il quarto imputato. Meloni ha sottolineato che il procedimento giudiziario non è ancora concluso e ha collegato la posizione del governo alla prosecuzione dei rapporti diplomatici con l’Egitto.
La premier ha dichiarato: “Per quello che riguarda la sentenza, chiaramente noi qui siamo di fronte a una sentenza che non è definitiva, mancano ancora dei gradi di giudizio e all’esito di quella sentenza andrà dato seguito. Io non sono tra coloro che ritengono che, per risolvere questo problema, chiudere i rapporti diplomatici con l’Egitto aiuti, piuttosto che creare maggiori difficoltà, e segnalo che non è stato questo governo a riaprire i rapporti diplomatici con l’Egitto, è stato il Governo Gentiloni. Quindi forse anche chi ci ha preceduto riteneva che la strada diplomatica potesse aiutare”. Il riferimento è alla decisione presa nel 2017, durante il governo guidato da Paolo Gentiloni, di inviare l’ambasciatore Giampaolo Cantini al Cairo. Il precedente rappresenta per Meloni un elemento a sostegno della prosecuzione del confronto diplomatico con le autorità egiziane.
La sentenza pronunciata il 28 settembre è di primo grado. Il procedimento può quindi proseguire nei successivi gradi di giudizio prima di arrivare a una decisione definitiva.


