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Politica

Nessun 'caminetto' nel Pd di Matteo Renzi. Il rischio di subire dalle correnti del Pd un abbraccio mortale e' ben presente nel quartier generale del sindaco di Firenze, ma la scommessa e' quella di riuscire a superare l'impasse con una mossa che spiazzi i big del partito che lo sosterranno al congresso. "E se c'e' uno che puo' farcela, quello e' Renzi", assicura un supporter della prima ora. "Renzi ha in mente di fare un partito totalmente nuovo, che di certo non avra' il 'caminetto' tra i suoi organismi dirigenti" spiega Angelo Rughetti. Dopo il sostegno di Areadem e di Dario Franceschini, che ha spostato l'asse della maggioranza, e l'endorsement di Walter Veltroni, che i renziani giudicano complessivamente in modo positivo per la grande identita' di vedute, molti osservatori si sono pero' concentrati sul gioco delle correnti Pd. Lui, il sindaco, e' stato chiaro, anche ieri: no alle correnti, si' a uno "tsunami di idee".

E cambiamento e' stata tra le parole piu' usate in tutti i passaggi in cui si e' affrontato il tema partito. "Voglio che votare Pd torni ad essere cool..." e' stata ieri la frase piu' gettonata. Uno slogan, dietro al quale c'e' pero' un disegno ben preciso: un rinnovamento totale della forma partito. Intanto, in vista del congresso, l'idea che prevale nel campo renziano e' di non fare diverse liste di sostegno che si possano 'contare', ma un listone unico, nel quale le correnti si 'annacquino'. "E nella composizione, spiegano i renziani, cercheremo di introdurre i migliori, eletti e amministratori che hanno fatto bene e che hanno consenso, non sara' un 'porcellum' in sedicesimo". Poi, una volta conquistata la guida del partito, il sindaco cerchera' di rinnovarlo fin dalle fondamenta, puntando su eccellenze e amministratori. Il gioco che e' in campo, spiega un renziano, prevede che le correnti imbriglino e soffochino Renzi, ma si potrebbe verificare anche il contrario: che Renzi conquisti loro e li trasformi. "Avrete delle sorprese", assicura un sostenitore del sindaco, che ricorda come il modello Blair sia stato studiato a lungo da Renzi, che in estate ha anche incontrato Peter Mandelson.

Ma non sara' facile scardinare un sistema che ha stritolato dirigenti di ben piu' lungo corso. Nessuno dimentica proprio il precedente di Veltroni, logorato in pochi mesi nonostante il plebiscito raccolto alle primarie. E del resto in Area dem c'e' chi assicura che il sostegno al sindaco di Firenze annunciato da Franceschini a tambur battente, tra lo sconcerto dei bersaniani che speravano ancora di mettere in campo una strategia quantomeno 'di contenimento', sia stato frutto anche della consapevolezza di Renzi che senza il ministro e i suoi non potrebbe mai avere in assemblea la maggioranza necessaria a tenere il punto sulle regole. E poi a garantirsi un margine di sicurezza nella gestione del partito.

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